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Le mire del Cavaliere

di

Generoso Chiaradonna
Crisi politica risolta in seno al governo italiano. Il problema di chi dovrà sostituire il licenziato ministro degli esteri Renato Ruggiero è stato ovviato grazie all’escamotage dell’interim. Ovviamente, dell’interim si è auto incaricato il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. E a questo punto è facile fare dell’ironia: dopo il presidente operaio ecco il presidente ambasciatore. Se è difficile sopportare il grave conflitto d’interessi (economico e giudiziario) che Berlusconi incarna, vederlo nel doppio ruolo di «Capo del governo» come ama ora definirsi e capo della diplomazia italiana, non fa che aumentare le perplessità di coloro che non sopportano l’arroganza di chi confonde la gestione delle sue aziende con quella della Cosa pubblica. E non bisogna essere dei rivoluzionari per essere allergici ad una politica chiaramente illiberale e populista che mischia a suo piacimento il pubblico e il privato. «Misureremo le performances dei nostri ambasciatori dall’aumento dell’interscambio commerciale». È questa la prima affermazione pubblica del «premier ambasciatore» per distogliere l’attenzione da un fatto grave: l’attacco concentrico, nei confronti di Ruggiero che era stato chiamato alla Farnesina dallo stesso Berlusconi e sponsorizzato da Agnelli in persona, attuato principalmente da due mezze tacche del suo esecutivo: il cialtrone Bossi ministro «padano» della Repubblica italiana per le riforme istituzionali e il professorino saccente Tremonti tutto preso dalla sua amnistia fiscale (un’altra palese contraddizione dello Stato di diritto). C’è chi ha affermato che Ruggiero è la prima vittima dell’euro. Ma non diamo tanto merito ad una monetina che si è appena affacciata alla ribalta e che per ora ha contribuito a riempire soprattutto le pagine dei quotidiani post natalizi. Ruggiero è vittima solamente della sua ingenuità. Sapeva benissimo, sette mesi fa, con quale combriccola si sarebbe intruppato se avesse accettato l’incarico. Ha voluto correre il rischio e provare l’ebbrezza di sentirsi il Kissinger italiano. Avrà finalmente capito, a sue spese, in che mani è stata ceduta l’Italia.

Pubblicato

Venerdì 11 Gennaio 2002

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