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Le carte false di Couchepin

di

Silvano De Pietro
Pascal Couchepin continua a fare promesse. Da gennaio 2008 i premi dell'assicurazione malattia obbligatoria dovrebbero subire un aumento contenuto (la media a livello svizzero è dello 0,5 per cento), e da marzo i prezzi di un migliaio di medicinali dovrebbero addirittura scendere. Non è possibile che il ministro dell'interno, a cui compete la sanità, sia diventato di colpo un genio dell'economia medico-farmaco-sanitaria del Paese. Piuttosto, il consigliere federale vallesano è – occorre riconoscere – un abile politico che sa manovrare cifre e pareri a vantaggio della propria politica. Qualche volta anche ripetendo lo stesso annuncio, come ha fatto a distanza di tre mesi per la riduzione del prezzo dei medicinali. Insomma, sotto le notizie apparentemente rallegranti "gatta ci cova", vien da dire. E i motivi da considerare certamente non mancano.

Già all'inizio della settimana i siti internet di confronto dei prezzi comparis.ch e bonus.ch avevano confermato quanto lo stesso comparis.ch anticipò il 13 luglio scorso: i premi dell'assicurazione malattia – aveva previsto il sito internet – aumenteranno solo dello 0,9 per cento (in realtà gli aumenti si sono ridotti allo 0,5 per cento per gli adulti). Anzi, in diversi casi, come per le famiglie con figli, l'aumento sarà ancor più contenuto. E chi ha optato per un modello di assicurazione alternativo, come il medico di famiglia o gli Hmo, potrà beneficiare di una riduzione media dello 0,7 per cento, stando a bonus. ch. Negli ultimi anni queste proposte alternative si sono moltiplicate e sembra che gli assicurati siano meglio disposti ad accettare alcune limitazioni, come non avere la libera scelta del medico, in cambio di una riduzione dei premi. Secondo comparis.ch, in molte regioni questi modelli risultano essere più vantaggiose delle offerte convenzionali più basse.
Questo cosa vuol dire? Significa che se dal profilo dei costi complessivi della salute qualche miglioramento c'è stato, lo si deve principalmente alle rinunce che, direttamente o indirettamente, vengono imposte agli assicurati. E questa, nella sostanza, è la politica sanitaria di Couchepin. Se in effetti l'aumento dei premi per il 2008 sarà solo lieve, questo è dovuto – ha spiegato comparis.ch – alla riduzione delle riserve delle casse malattia ordinata dal Consiglio federale, nonché al basso incremento dei costi a carico dell'assicurazione obbligatoria nel 2006. L'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) ha infatti reso noto qualche settimana fa che lo scorso anno l'aumento della spesa sanitaria è stato del 2,2 per cento, molto meno di quella media annua del 5,2 per cento registrata dall'entrata in vigore della legge sull'assicurazione malattie (Lamal) nel 1996.
In apparenza, un successo della politica di Couchepin. In realtà è solo un rallentamento "tecnico". A dirlo è Santésuisse, l'associazione delle casse malattia, che pochi giorni fa ha richiamato l'attenzione generale sul fatto che i costi a carico dell'assicurazione obbligatoria sono cresciuti in media del 7,6 per cento già nel primo semestre del 2007. Impressionante diventa tale dato se si va a guardare nei singoli settori: +13,4 per cento i costi dei trattamenti ambulatoriali in ospedale, +12,8 per cento il servizio Spitex, +8,2 per cento le cure stazionarie in ospedale. Pertanto, nel 2009 i premi delle casse malattia torneranno a salire. Non c'è dunque da farsi illusioni: questo manovrare su premi e franchigie a carico degli assicurati, senza un'efficace azione di contenimento dei costi, è in realtà un gettare fumo negli occhi e un ridurre la solidarietà tra la popolazione.
Qualcosa di simile sta accadendo a livello di prezzo dei medicinali. Già il 27 giugno il ministro Couchepin aveva  annunciato che in autunno sarebbero stati sottoposti ad un esame straordinario i prezzi di circa mille farmaci, tra i quali anche 17 dei 20 prodotti più venduti in Svizzera. Lo stesso annuncio è stato ripetuto nei giorni scorsi, con la precisazione che la riduzione dei prezzi ci sarà a partire da marzo 2008 e che questo significherà un risparmio di 150 milioni di franchi all'anno. In pratica, verrà fatto un confronto tra il prezzo pagato in Svizzera e quello pagato all'estero per gli stessi farmaci. Le case farmaceutiche verranno obbligate a rendere noti i loro prezzi all'estero, avendo la possibilità di ridurli volontariamente in Svizzera. Se non lo faranno, sarà la Confederazione a fissare il nuovo prezzo di vendita di ogni farmaco. In effetti, gli stessi medicinali costano in Svizzera mediamente l'8 per cento più cari che nei quattro mercati esteri di riferimento (Gran Bretagna, Germania, Danimarca, Paesi Bassi). Nel caso dei generici, tale differenza può arrivare persino al 43 per cento. Lo confermano sia Santésuisse che Mister Prezzi. Già nel 2005 il dipartimento del consigliere federale Couchepin aveva annunciato misure per la riduzione dei prezzi, e le attese suscitate erano grandi. Certo, nel 2006 si potevano risparmiare oltre 360 milioni di franchi, ma l'introduzione di nuovi farmaci ha prodotto una compensazione dell'effetto risparmio. L'impressione è che senza misure molto incisive, la Svizzera continuerà ad essere un'isola dai prezzi alti nel mercato dei prodotti farmaceutici, anche se Couchepin sostiene che ormai non lo è più. Ma lo stesso sorvegliante dei prezzi, Rudolf Strahm, ha sottolineato che soltanto con misure adeguate, e soprattutto costanti ed incisive, si potrà stabilmente influire sulla tendenza all'aumento dei prezzi.

Sulle spalle degli assicurati

Per farsi un'idea dell'inefficacia della politica sanitaria di Pascal Couchepin, basta considerare, tra le tante modifiche da lui introdotte nel sistema, alcune di quelle interamente a carico degli assicurati:
•    dal 1° gennaio 2004, la franchigia annuale ordinaria è stata portata da 230 a 300 franchi e l'importo massimo della partecipazione ai costi è passato da 600 a 700 franchi all'anno.
•    Dal 1° gennaio 2005 le franchigie annuali sono state liberalizzate (aumenti sino a 2'500 franchi).
•    Nel 2005, cinque prestazioni di medicina complementare sono state stralciate dal catalogo dell'assicurazione di base.
•    Dal 1° gennaio 2006 è stata introdotta un'aliquota differenziata per i medicinali (10 per cento per i generici, 20 per cento per i preparati originali) ed è stato ridotto del 10 per cento l'importo massimo rimborsabile per i mezzi e gli apparecchi.
Attualmente è all'esame della commissione della sanità del Consiglio nazionale la proposta (già approvata dagli Stati) di portare al 20 per cento la partecipazione degli assicurati ai costi delle cure.

Pubblicato

Venerdì 28 Settembre 2007

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