I liberali radicali ticinesi erano riuniti a Locarno, sabato 13 marzo, a sparare a raffica sul Ps e a incoraggiare Merlini che lanciava fiori al Ppd. Nello stesso giorno e nel successivo, in Spagna, gli elettori riportavano i socialisti al governo e mandavano all’opposizione i cattolico-liberali del Pp (Partito popolare di Aznar). Gli elettori di San Gallo, a loro volta, regalavano 8 seggi in più ai socialisti in Gran Consiglio, 4 in più ai Verdi, 3 in più all’Udc, togliendone 8 al Plrt e 7 al Ppd. La destra dovrebbe trarre qualche insegnamento: non si governa con le bugie e non si governa contro il popolo. Aznar ha deciso contro la volontà del suo popolo di mandare soldati in Iraq, facendo sue le menzogne sulle armi di distruzione di massa dei tre grandi bugiardi della politica internazionale (Bush, Blair, Berlusconi: tre B come Bugie!). La sua ultima menzogna lo ha definitivamente perso: attribuire all’Eta l’orrenda strage di Madrid, delirio evidente dell’estremismo di matrice islamica. Ma anche la politica svizzera, dove gli elettori puniscono severamente i liberali-radicali e i democristiani si regge sempre più sulle bugie e su scelte contrarie agli interessi della maggioranza popolare. L’esempio del pacchetto fiscale federale in votazione il prossimo 16 maggio può bastare. Misure fiscali “per favorire le famiglie”, che persino Couchepin considera interessanti solo per i redditi dai 120 mila in su! Misure a favore dei proprietari di case che, in realtà, beneficiano solo a chi ne possiede una di almeno 900 mila franchi di valore. Queste misure, dicono radicali e democristiani, non dovrebbero pregiudicare la capacità dello Stato di svolgere i suoi compiti: ma i governi cantonali (ministri Udc compresi!) hanno indetto un referendum per evitare che Cantoni e Comuni siano ridotti sul lastrico. A livello ticinese, le bugie politiche e le politiche antipopolari non sono da meno: a pagare, per ora, è il Ppd, cui il Plrt offre una stampella, come il Corriere del Ticino al Giornale del Popolo. Ricordiamo: l’equivocare fra “tagli” e “contenimenti”; il sostenere che i gettiti d’imposta crescono anche riducendo l’onere fiscale (il famoso equivoco fra gettiti “di cassa” e “di competenza”); il presentare gli sgravi fiscali come strumento di “rilancio competitivo”, mentre ciò che si vede è una crescita negativa o nulla; il giustificare gli sgravi per aumentare il reddito disponibile delle famiglie, mentre poi lo si riduce “contenendo” i sussidi ai premi dell’assicurazione malattia e riversando oneri sui comuni che dovranno poi aumentare i moltiplicatori d’imposta. Il 4 aprile (elezioni comunali) e il 16 maggio (voto sugli sgravi federali e sui risparmi cantonali) saranno istruttivi: vedremo se, anche in Ticino, le bugie hanno le gambe corte…

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26.03.04

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