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Quarto potere

Le bufale dei No Media

Gli oppositori del pacchetto d'aiuto ai giornali si distinguono per una fake news colossale

di

Federico Franchini

Nelle campagne di votazione, si sa, occorre fare attenzione alle cifre: ogni fronte ha le sue e tende spesso all’esagerazione per tirare acqua al proprio mulino. Nel caso della votazione per la legge sui media, però, si è andati oltre. Il volantino dei contrari, arrivato in tutte le case del Ticino, parla senza ritegno di “sovvenzioni pari a un importo di 178 miliardi all’anno”.

 

Attenzione: è una fake news colossale!

 

Il pacchetto su cui si voterà il 13 febbraio è chiaro, non può dare adito ad interpretazioni di sorta. La riforma prevede vari aiuti (soprattutto sovvenzioni indirette tramite la riduzione delle tariffe d’invio postale) per un massimo di 151 milioni di franchi annui. Il tutto per una durata limitata a sette anni.

 

I referendisti parlano di miliardi, ma si tratta di milioni. Siamo di fronte ad un errore clamoroso.

 

Un errore? Una svista? Un lapsus? Una tattica studiata a tavolino? Non lo sappiamo. Quello che si sa è che negli stessi flyer distribuiti in tedesco e in francese sono indicati “178 milioni”. Non 151 come sarebbe corretto affermare, ma almeno si parla di milioni e non di miliardi.

 

Stando ai sondaggi, in questa votazione conterà ogni singolo voto. E poco importa da quale Cantone esso arrivi: trattandosi di un referendum vale solo il criterio della maggioranza del popolo (conta così la somma globale dei voti in tutta la Svizzera). Per cui il giochetto sporco fatto a Sud delle Alpi potrebbe forsanche rivelarsi vincente andando a stuzzicare quella parte dell’elettorato ticinese meno informata e più vulnerabile alle sirene populiste.

 

Certo è che storpiare in questo modo le cifre è rivoltante. Chi ha messo la faccia su questo volantino - i presidenti nazionali di Udc, Alleanza del Centro, Plr e Verdi liberali - dovrebbe vergognarsi. Va bene il dibattito e le divergenze. Ma in questo caso si è arrivati all’esagerazione. Bene ha fatto, quindi, il sindacato syndicom a chiedere una rettifica ai politici italofoni ribadendo come “errori di questo tipo non sono tollerabili e nuocciono al dibattito democratico sull’oggetto in votazione” .

 

Per ora - figuriamoci - nessuno ha reagito. Nemmeno sul sito Internet la cifra è stata corretta. Possiamo quindi immaginare che a Marco Chiesa, presidente nazionale dell’Udc, non dia nessun fastidio essere accostato ad una delle più grandi panzane numeriche mai viste in una campagna di votazione elvetica. Il fatto non sorprende dato che il suo partito non ha fatto altro in questi mesi di cavalcare l’onda di cospirazionisti e coronascettici, del loro ampio corollario di bufale e del mantra dei media manovrati dagli oscuri poteri.

 

D’altronde nel comitato “No ai media finanziati dallo Stato” - quello del volantino per intenderci - oltre a un miliardario in quota Udc (Konrad Hummler), ai giornalisti blocheriani (Markus Somm, Philippe Gut) e vari imprenditori svizzeri tedeschi attivi in testate editoriali di destra (Peter Weigelt, Bruno Hug), troviamo Nicola Rimoldi, il copresidente dei MassVoll. Ossia quel simpatico personaggio immortalato a Bellinzona con una pistola finta puntata alla testa di un contromanifestante del corteo No Vax.

 

È poi curioso notare come nello stesso flyer dei No Media si afferma anche che gli aiuti ai media sono un “saccheggio delle casse dello Stato”. Il caso vuole che il tema sia in votazione con un'altra riforma: quella sull’abolizione della tassa di bollo. Ora, quelli che per la legge sui media parlano di saccheggio delle casse dello Stato sono gli stessi che, promuovendo l’abolizione della tassa di bollo (pagata soprattutto da banche e multinazionali), vogliono svuotare le casse della Confederazione di 250 milioni di franchi all’anno.

 

In questo caso, però, gli indefessi rappresentanti del blocco borghese (salariati dalle associazioni economiche) ci dicono però che tanto quei 250 milioni sono solo lo 0,3% del budget federale. E che quindi non è poi così importante.

 

Insomma, in un caso o nell’altro le cifre sono usate a volgare piacimento da chi ha tutto l’interesse a vedere morire chi, le cifre, le usa correttamente e le contestualizza.

 

Come ribadito sempre da syndicom, il volantino ha suo malgrado anche un pregio: quello di mostrare l’assoluta necessità del sostegno ai media indipendenti e attivi a livello regionale. Oltre alla fake news dei 178 miliardi, infatti, la versione in italiano del flyer presenta diverse anomalie linguistiche non degne di un’informazione di qualità. Si accenna ad esempio ai “presidenti di tutti i partiti civili” che dicono No alla legge sui media.

 

Partiti civili? Davvero hanno scritto così in italiano? A questo punto rivendichiamo con fierezza la nostra inciviltà.

 

 

Pubblicato

Martedì 8 Febbraio 2022

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