A sinistra, i pi? ottimisti hanno visto nella netta affermazione dei socialdemocratici svedesi il segno di una inversione di tendenza a livello europeo. Domenica scorsa in Svezia, la prossima in Germania e quindi, quando verr? il momento (forse in novembre) in Austria. Non si pu? sapere ora quale impatto avr? sull?elettorato tedesco la vittoria della coalizione di sinistra guidata dal premier Persson, al governo da sei anni, ma di certo si pu? dire che ? di buon auspicio anche per Schröder, dato per favorito dagli ultimi sondaggi. In ogni caso se Gerhard Schröder riuscir? a conservare le chiavi della Cancelleria dovr? ringraziare le catastrofiche alluvioni di questa estate. Come le acque del Nilo salvarono Mos?, cos? quelle dell?Elba hanno restituito vita politica a Schröder. In effetti, fino a quel momento, tutti i sondaggi davano il cancelliere uscente per sconfitto. Poi sono arrivate le piogge torrenziali, le inondazioni, il disastro. E il ?Medienkanzler?, il ?cancelliere mediatico? ha saputo entrare nel ruolo dell?uomo di Stato, rivestire i panni del padre della nazione, che sa essere al posto giusto al momento giusto. Si ? mostrato determinato nello stabilire gli interventi prioritari, e al contempo partecipe delle sofferenze e dei drammi degli alluvionati. Schröder nel fango delle case invase dall?acqua ? apparso rassicurante e i sondaggi d?opinione lo hanno subito confermato. Nel contempo, lo sfidante Edmund Stoiber non si ? mostrato all?altezza della situazione. La stampa nazionale ? stata concorde nel sottolineare la sua assenza e qualcuno, come lo Spiegel ? giunto a ironizzare sul fatto che la sua conoscenza diretta delle distruzioni e delle sofferenze umane sia stata solo quella panoramica offerta dall?elicottero. Una manna per i Verdi Le inondazioni sono state d?aiuto anche ai Verdi. La cosa era scontata. Una catastrofe naturale ? sempre una manna per gli ecologisti i cui ? l?avevamo detto? acquistano immediato spessore, diventano un monito inascoltato. Dopo le continue sconfitte subite negli ultimi due anni nelle elezioni regionali, puntano ora a una forte rimonta, aiutati in questo anche dalla personalit? di Joska Fischer. In ogni caso sta di fatto che alla vigilia della grande piena, i sondaggi davano loro un risicato 5 per cento con il rischio quindi di nemmeno superare la soglia di sbarramento per accedere al Parlamento. Ora viene loro accreditato un abbondante 7 per cento, una soglia questa che potrebbe garantire una seconda legislatura alla coalizione-rosso-verde. Sull?onda della crescita di popolarit?, Gerhard Schröder ha affrontato domenica 8 settembre il secondo e ultimo confronto televisivo diretto con Edmud Stoiber uscendone nettamente in vantaggio. Sono sempre i sondaggi a dirci che la posizione vincente ? stata quella assunta sulla possibile guerra all?Iraq. Su questo punto Schröder ? stato chiarissimo: con me cancelliere, ha detto, la Germania non parteciper? a questo conflitto, nemmeno se autorizzato dalle Nazioni Unite. Nel confronto dell?8 settembre Schröder s?? mostrato pi? convincente anche su altri temi cruciali, come quello della socialit?, della solidariet?, delle pari opportunit?, l?aiuto alle famiglie. E ha saputo destreggiarsi sul problema pi? spinoso, quello economico, richiamandosi al momento internazionale; ugualmente gli ? stato facile rinfacciare a Stoiber, che insisteva sull?alto numero di disoccupati, che la crescita maggiore dei senza lavoro la si ha proprio in Baviera, il Land amministrato da Stoiber. Insomma: alla fine del dibattito il 50 per cento degli intervistati ha risposto di aver preferito Schröder e solo il 28 per cento Stoiber. Ma in Germania, ci ricordano gli specialisti, si vota il partito e non il candidato. A livello di partiti l?alleanza conservatrice Cdu-Csu e l?Spd sono quasi alla pari. Solo negli ultimi giorni alcuni sondaggi danno in vantaggio i socialdemocratici. Il voto ai partiti diventa fondamentale quando i programmi politici dei maggiori schieramenti offrono ai problemi comuni soluzioni fortemente differenziate. Ma questo non ? il caso tedesco. Nessuno dei due schieramenti ha l?asso nella manica per risolvere la difficile situazione economica e abbattere la disoccupazione. E anche in altri settori quali la sicurezza, l?immigrazione, l?ecologia possono essere assai diversi i toni, e i programmi, ma poi sono le realt? a imporsi sulle scelte politiche (lo si vede in Italia con la sanatoria in atto per i lavoratori stranieri). In questi casi torna allora a riacquistare importanza il gradimento personale a livello popolare. Non a caso, per tutto il corso della campagna elettorale, entrambi gli schieramenti hanno fatto ricorso a campagne pubblicitarie di tipo americano, molto incentrate sui candidati. E sul piano personale, non c?? alcun dubbio sul vantaggio di Schröder.

Pubblicato il 

20.09.02

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