Aperture serali e apprendisti

Ho 17 anni e sto svolgendo l'apprendistato in un piccolo negozio di generi alimentari. Lavoro 9 ore e mezza al giorno. Al giovedì il nostro negozio è sempre aperto fino alle 21. Sarei davvero contenta se non dovessi lavorare ogni giovedì fino all'orario di chiusura. Solo molto di rado il capo mi autorizza ad andare a casa un'ora prima. Dice che tanto al venerdì mattina alle 8 ho "solo" la scuola, e che quindi non è un problema se la sera prima torno a casa un po' più tardi del solito. Il mio capo ha ragione?

No. Il suo capo s'è fatto un'idea preoccupante di cos'è una scuola professionale! Evidentemente crede che un'apprendista possa far passare il tempo a scuola anche se è stanca morta, e che una giornata in una scuola professionale non sia da considerare un vero lavoro. Non solo si sbaglia enormemente, ma viola anche le norme sul tempo di riposo stabilite dal diritto del lavoro: prima di una giornata di scuola professionale o di corsi di formazione esterni all'azienda i giovani possono essere impiegati al massimo fino alle 20. Come giovane lei ha sempre diritto ad un periodo di riposo giornaliero di almeno 12 ore consecutive (art. 16 dell'Ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori). Inoltre il suo datore di lavoro non rispetta nemmeno i tempi di lavoro prescritti per legge: secondo l'art. 31 della Legge sul lavoro la durata del lavoro giornaliero di lavoratori fino a 18 anni non può superare le 9 ore. I giovani che seguono una formazione professionale di base sono anche protetti in maniera particolare in rapporto al lavoro straordinario: possono essere tenuti a svolgerlo solo in casi assolutamente eccezionali, cioè unicamente se questo è necessario per eliminare le disfunzioni nell'azienda intervenute a seguito di forza maggiore.


Il capo vuole ridurmi le ferie

Nella nostra ditta è stato introdotto il lavoro ridotto per tre mesi. Il tempo di lavoro settimanale è ridotto del 20 per cento, lavoriamo ora 4 giorni alla settimana. Adesso la ditta ha annunciato che anche i giorni di vacanza saranno ridotti in proporzione: dicono che se si lavora meno, si ha anche diritto a meno giorni di ferie. Secondo loro lo prescrive la legge. È davvero così?

No, a seguito dell'introduzione dell'orario di lavoro ridotto non si possono accorciare le ferie. Il Codice delle obbligazioni (art. 329b) stabilisce a quali condizioni si possono ridurre i giorni di vacanza: ad esempio in caso di malattia, di incidente, di adempimento di obblighi prescritti dalla legge, di esercizio di un mandato pubblico o di congedo giovanile – dunque in caso di impedimento al lavoro. Ma anche in questo caso vale la regola che se un impedimento al lavoro dura complessivamente per meno di un mese sull'arco di un intero anno di servizio, allora in nessun caso si possono ridurre le ferie. Se un impedimento al lavoro dura più a lungo, una riduzione dei giorni di vacanza è possibile solo se il lavoratore è impedito per sua colpa di fornire la prestazione lavorativa. Nel caso del lavoro ridotto evidentemente questa condizione non è data. Per questo la riduzione delle ferie prospettata dal suo capo è legalmente inammissibile.

Pubblicato il 

27.02.09

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