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«Lamal minacciata»

di

Silvano De Pietro
«L’isteria del risparmio non minaccia soltanto l’Expo.02, ma anche la revisione della Lamal». Franco Cavalli, nella sua veste di presidente del gruppo parlamentare socialista, ha introdotto così la presentazione alla stampa delle proposte con le quali il Ps vuole combattere le «idee» dei partiti borghesi in merito alla riforma della Legge sull’assicurazione contro le malattie (Lamal). Dopo il rifiuto del Consiglio federale di dar seguito alla proposta di Ruth Dreifuss di alleggerire i premi dell’assicurazione malattia gravanti sulle famiglie, il Partito socialista precisa i suoi obiettivi e corre in soccorso della sua rappresentante nel governo. Le posizioni dei partiti sulla seconda revisione della Lamal, concernente in particolare il controllo dei costi della salute, rimangono distanti e si profila un confronto acceso. Perciò, prima che la commissione del Consiglio nazionale affronti questo dossier, i parlamentari socialisti ribadiscono di volere un’assicurazione malattia che tenga conto del reddito degli assicurati, con sconti sui premi per i bambini e un fondo per i costi più elevati. I premi uguali per tutti sono «un’aberrazione sociale», ha detto il consigliere nazionale vallesano Stéphane Rossini. Al loro posto, il Ps ribadisce la proposta contenuta nella sua iniziativa popolare «la salute ad un prezzo abbordabile»: il finanziamento dell’assicurazione malattia deve basarsi per metà su premi proporzionali al reddito e alla sostanza degli assicurati, e per metà sull’Iva. Secondo l’Organizzazione mondiale della salute – ha aggiunto Rossini – «il sistema svizzero si colloca al quarantesimo posto mondiale per ciò che concerne l’equità della contribuzione». Pertanto, «la nostra iniziativa popolare rimane per noi un elemento prioritario». Ciò esclude la possibilità di ritirarla di fronte alla controproposta del Consiglio degli Stati di limitare i premi all’8 per cento del reddito. Una soluzione più confacente sembra invece quella di fissare i premi in modo progressivo dal 2 al 10 per cento del reddito. Il Ps critica anche «l’ineguaglianza federalista» e chiede che venga stabilito un criterio nazionale unico, che fissi un livello sociale minimo sulla base del reddito cantonale per abitante o del premio medio cantonale. E per quanto concerne le sovvenzioni federali destinate al contenimento dei premi e non utilizzate dai cantoni, il Ps rilancia la proposta (respinta dal Consiglio federale) che questi 500 milioni di franchi vengano impiegati per ridurre i premi per i bambini. Il gruppo parlamentare socialista riprende inoltre l’idea della ministra della sanità relativa alla creazione di un fondo che si faccia carico dei costi medici più elevati, finanziato dalla collettività e dalle franchigie calcolate sulla base del reddito. Infine, il gruppo socialista ripete la sua opposizione al finanziamento da parte dei cantoni dei costi ospedalieri delle cliniche private; e giudica inaccettabile la soppressione dell’obbligo di contrattare con tutti i prestatori di servizi medici. Eccezioni potrebbero essere fatte solo per determinati specialisti.

Pubblicato

Venerdì 1 Marzo 2002

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