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La via che scotta

di

Generoso Chiaradonna
Il Municipio di Stabio, su proposta del locale Plr (Partito liberale radicale) ha deciso di chiamare alle urne, in una consultazione simbolica (perché non ha nessun valore decisionale), la popolazione del comune di confine. Scopo della strana votazione: sapere se la cittadinanza è favorevole alla costruzione, o meglio alla completazione della già esistente superstrada tra Mendrisio e Gaggiolo, o no. Il Gus (Gruppo unità di sinistra) di Stabio, pur giudicando positivo il fatto di permettere alla popolazione di esprimersi su un tema così importante, solleva qualche dubbio e perplessità sulla valenza di questa operazione. La consultazione popolare, lo ricordiamo, si svolgerà nell’arco di tre giorni e si concluderà il 21 aprile. Nel frattempo manca una chiara informazione in merito. Marco Durini, portavoce del Gus, si dice scettico sull’efficacia di tale azione. «Non si capisce – ci dichiara – la chiamata alle urne, da parte del Municipio, su un tema del genere. Visto che i partiti politici si sono espressi già in sede istituzionale, non se ne vede la necessità». «Il motivo – continua Durini – è forse da ricercare nel fatto di voler scaricare sulla popolazione la responsabilità di un mancato appoggio alla costruzione di altri due chilometri di strada. E cioè quelli che mancano dalla fine dell’attuale strada al confine con l’Italia». E il motivo di un probabile no a questo collegamento che potrebbe scaturire dalle urne è facilmente individuabile: la popolazione teme l’invasione di un’ulteriore valanga di Tir dall’Italia verso il S. Gottardo e viceversa. «Non vogliamo – ci dice Durini – diventare un nuovo asse di transito Nord-Sud. E non si vuole ripetere l’errore di Chiasso che qualche decennio fa aveva fortissimamente voluto l’attuale autostrada A2. Hanno scoperto, loro malgrado, che l’autostrada e il valico commerciale hanno creato più danni che benefici». Un altro punto di dibattito è il ripristino del collegamento ferroviario Mendrisio-Arcisate attualmente utilizzato a scopo turistico solo d’estate. «Noi – continua Durini – vogliamo separare nettamente il discorso della costruzione della superstrada da quello della costruzione dell’asse ferroviario. Per noi il discorso è chiaro: non vogliamo la completazione della super strada, ma siamo favorevolissimi alla realizzazione del collegamento ferroviario». Collegamento che permetterebbe di sgravare il traffico pendolare frontaliero dall’Italia. Tutto questo non ha ripercussioni solo locali. Potenziando i collegamenti stradali si corre il rischio, comunque, di aumentare il traffico pesante attraverso le Alpi. Soprattutto alla luce di progetti stradali sul lato italiano. Per Werner Herger dell’Ata (Associazione traffico e ambiente) «Un nuovo collegamento stradale aumenterà sicuramente il traffico. Se questo sia contrario alla convenzione delle Alpi è – temo – una questione di interpretazione. Io propenderei per il sì». L’eventuale possibilità di legare il ripristino del collegamento ferroviario Mendrisio-Arcisate con quello stradale è vista in modo critico dal mondo ambientalista. «Se è così – continua Herger –, è la solita furbata alla ticinese: o la strada e la ferrovia, o niente del tutto. Certo anche la linea ferroviaria ha un impatto ambientale, ma molto minore rispetto alla strada. L’Ata – che ha proposto questo collegamento ferroviario nel 1987 – è convinta che esso possa rappresentare un’interessante alternativa alla strada per il trasporto di persone. Il Cantone invece considera “complementari” strada e ferrovia». Ma tutto questo fervore edilizio (variante 95…) non nasconde la velata intenzione di procedere al raddoppio del tunnel del S. Gottardo? «Certo – conclude Herger – si tratta di un potenziamento della rete autostradale tramite una serie di “scolmatoi”, tale da poter assorbire il maggior traffico causato dal raddoppio del Gottardo. Ma non si risolve certo così il problema».

Pubblicato

Venerdì 22 Marzo 2002

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