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La trappola della Brexit

di

Andreas Rieger

Il 52 per cento dei britannici aveva deciso nella votazione popolare di due anni fa l’uscita dall’Unione europea (Ue). Da allora la politica è come bloccata in una trappola. E non si vedono vie percorribili. Una Brexit “dura” sarebbe mortale per l’economia. Una Brexit “soft” senza frontiere commerciali con l’Ue sarebbe inaccettabile per i populisti di destra del Partito conservatore al governo. La Prima ministra Theresa May probabilmente cadrebbe e la Gran Bretagna si presenterebbe senza una guida all’appuntamento dell’uscita ufficiale dall’Ue della primavera 2019. Ma anche un ritorno sui propri passi che oggi in molti chiedono non è possibile. Una seconda votazione spaccherebbe completamente il paese. E inoltre è del tutto incerto come andrebbe a finire.


I sindacati vedono nero. «I salari sono già stagnanti. E le imprese investono meno e si preparano a delocalizzare», afferma Simon Dubbins, Segretario responsabile degli affari internazionali del sindacato interprofessionale Unite (la più importante organizzazione dei lavoratori di Regno Unito e Irlanda). Con la Brexit cadranno inoltre misure di protezione dei lavoratori, essendo molti dei loro diritti (e lo stesso vale per i migranti) fondati sulle direttive dell’Ue. «La maggioranza conservatrice al governo molte conquiste non le integrerà nel diritto britannico». Per Dubbins una ragione in più per sperare che le prossime elezioni vengano vinte dal Partito laburista sotto la guida di Jeremy Corbyn. «Così potremmo salvare i diritti dei lavoratori e dei migranti». Ma anche una maggioranza laburista difficilmente potrebbe liberarsi dalla trappola della Brexit. Perché dopo anni di politiche neoliberiste, anche nel campo progressista sono in molti a non vedere più alcuna prospettiva nell’Unione europea.


Postumi da sbornia si registrano anche nei partiti nazionalisti di destra in Europa. Le Pen, Blocher e soci due anni fa applaudivano indicando i Britannici come l’avanguardia dell’uscita dall’Ue, ma oggi sono diventati più prudenti. Chi vuole finire nella stessa trappola dei britannici?

Pubblicato

Mercoledì 27 Giugno 2018

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