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A briglie sciolte

La strategia intimidatoria di Monsanto

di

Franco Cavalli

Nei numeri del 2 e 3 giugno Le Monde ha pubblicato un’esaustiva documentazione definita con un titolo enorme in prima pagina «Monsanto Papers». Il quotidiano francese ripercorre con molti dettagli, a tratti terrificanti, la storia delle pressioni esercitate negli ultimi anni dalla Monsanto per influenzare i ricercatori che tentavano di determinare se il glifosato, presente in diversi pesticidi prodotti dal monopolio statunitense, fosse cancerogeno. Il tema è dibattuto da tempo negli ambienti scientifici e per esempio le istanze decisionali dell’Unione europea non hanno ancora riconosciuto come cancerogena la sostanza, ciò che avrebbe automaticamente portato ad eliminarne o perlomeno a ridurne l’utilizzazione.

 

Lo stesso Le Monde alcuni mesi fa aveva pubblicato altra documentazione dimostrando come la maggior parte degli esperti presenti in questa istanza decisionale dell’Ue avessero gravi conflitti d’interesse. La polemica si è recentemente acuita dopo che il Circ (Centro Internazionale di Ricerca sul Cancro) di Lione, l’agenzia ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la ricerca sul cancro, dopo lunghi studi e interminabili discussioni, ha statuito che il glifosato è “possibilmente cancerogeno” per l’essere umano. A questo punto la Monsanto, che già da diverso tempo aveva utilizzato metodi molto scorretti con diversi ricercatori, si è scatenata, dichiarando che si tratta di “junk science”, cioè di scienza spazzatura. Approfittando poi della presidenza Trump, Monsanto sta ora facendo enormi pressioni affinché gli Stati Uniti sospendano tutti i finanziamenti al Circ.


La storia ricorda tragicamente la strategia utilizzata da altri capitani d’industria contro quegli scienziati che dichiaravano come pericoloso e carcinogeno l’amianto e il tabacco. Anche allora si parlò di “scienza spazzatura” e su questa strategia esiste oggi un’ampia letteratura. Grazie alla strategia intimidatoria si riuscì a ritardare di decenni la messa fuori legge dell’amianto e il riconoscimento a livello legislativo della pericolosità del tabacco. Da tempo area si occupa del tema delle decine di migliaia di morti causati da questi ritardi per quanto riguarda l’amianto e non ho quindi bisogno di dilungarmi oltre. Purtroppo quanto sta capitando con il glifosato ci fa capire che i padroni del vapore non hanno imparato nulla dalle tragiche storie e che quando si tratta di fare lauti profitti, continuano imperterriti ad usare metodi che ricordano quelli della mafia siciliana, per terrorizzare i ricercatori affinché questi ultimi chiudano la bocca. La situazione è ancora peggiorata da  quando negli Stati Uniti c’è un presidente che nega disinvolto diverse verità scientifiche, per esempio nel caso dei cambiamenti climatici e dei vaccini. Monsanto e simili si sentono maggiormente incoraggiati a continuare con la loro strategia, che definire immorale è troppo gentile. Credo proprio che nei prossimi anni ne vedremo di tutti i colori: spero solo che si riesca a evitare immani tragedie come quella dell’amianto.

Pubblicato

Giovedì 22 Giugno 2017

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