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La sinistra non snobbi i social network

di

Franco Cavalli

L’anno è ormai cominciato, ma a proposito di auguri per il 2014 vi racconto un piccolo aneddoto, da cui la sinistra potrebbe però trarre qualche insegnamento. Alla vigilia di Capodanno ho messo in Facebook un post che diceva: «Se mi chiedessero tre auguri per il 2014, direi: 1. Che arrivi finalmente la cassa malati unica, 2. Che non arrivino i Gripen, 3. Che il mondo (anche quello svizzero!) ascolti quando papa Francesco dice “il capitalismo uccide”. Buon Anno!»


Nel giro di meno di 24 ore più di 400 persone hanno cliccato su “Mi piace”, mentre quasi un centinaio hanno aggiunto dei commenti: tutti positivi, tranne uno. Quest’ultimo diceva «Ecco, l’importante è buttarla sempre in politica... poi ci si meraviglia che il mondo va a catafascio». Al che ho risposto (qui riassumo per ragioni di spazio) che se il mondo va a catafascio la colpa è dei 5.000 supermanagers che lo governano e che prendono le decisioni fondamentali, che influenzano poi anche la politica. Queste decisioni i supermanagers le prendono pensando solo ai loro interessi e al di fuori delle istanze politiche elette dal popolo. A questa mia osservazione hanno di nuovo fatto seguito una serie di “Mi piace” e di commenti favorevoli.


Qualcuno forse si domanderà perché racconto questo aneddoto. Semplicemente perché di solito si dice che i social networks sono dominati da opinioni qualunquiste e di destra. In effetti, se uno si prende la briga di dargli un’occhiata, vede che la maggioranza dei commenti va in quella direzione. Secondo me questo però è anche dovuto al fatto che buona parte della sinistra snobba questi mezzi di comunicazione, sia perché li ritiene un po’ troppo volgari (sic!) sia perché ha difficoltà a trasmettere messaggi chiari in poche righe: e ciò la dice lunga sull’odierna situazione desolante di buona parte della sinistra.


Con questo piccolo aneddoto voglio anche stimolare il ForumAlternativo a sforzarsi di migliorare la situazione anche in questo settore. La riconquista dell’egemonia culturale, condizione necessaria per una rinascita della sinistra, passa anche per questi canali, che ci piaccia o no.

Pubblicato

Giovedì 23 Gennaio 2014

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