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La scuola invece dell'asfalto

di

Stefano Guerra
Di fronte all’inamovibilità della Commissione della gestione, ci hanno pensato Raoul Ghisletta (Ps e membro della Gestione stessa) e una dozzina di altri deputati di tutti i partiti (salvo l’Udc) a raccogliere il diffuso malcontento nel settore scolastico sfociato nella manifestazione della scorsa settimana a Bellinzona. Con un emendamento “trasversale” al preventivo 2005 i 13 granconsiglieri proporranno fra poco più di una settimana al Legislativo di rinunciare ai tagli più dolorosi nella formazione, compensandoli con una riduzione degli investimenti nel settore delle strade cantonali, attualmente nell’occhio del ciclone per gli esagerati prezzi dell’asfalto. Una mossa che la maggioranza Plrt-Ps-Ppd della Gestione non ha voluto fare, preferendo non mettere mano all’ultimo momento all’accordo su cui poggia il rapporto di maggioranza (firmato martedì) che ha blindato il preventivo 2005 in vista del dibattito parlamentare di metà dicembre. L’emendamento interpartitico è neutro, mantiene cioè invariato il disavanzo d’esercizio (272,7 milioni) del preventivo 2005. I deputati che lo hanno sottoscritto (fra gli altri i popolar-democratici Francesca Gemnetti, Giuliano Butti e Yasar Ravi, i liberali-radicali Franco Celio, Jacques Ducry e Giorgio Pellanda, il leghista Giorgio Salvadè, Giorgio Canonica dei Verdi, Fausto Beretta-Piccoli del Pdl e Francesco Cavalli del Ps) chiedono di rinunciare a 2,1 milioni di «tagli dolorosi» che «non sono stati negoziati, né concordati». Tagli che sul preventivo del cantone incidono per 1,8 milioni di franchi (i 2,1 meno 300 mila franchi di sussidi federali) e che «esasperano il clima nella scuola». Si tratta in sostanza di annullare alcune delle misure di risparmio riguardanti la scuola, non impugnabili con un referendum: le tre ore settimanali in meno nelle scuole professionali a tempo pieno; l’ora in meno nella dotazione oraria delle scuole medie superiori; la limitazione degli assegni di studio alle persone fino a 40 anni e dei sussidi per soggiorni linguistici e per stages professionali. L’aumento di spesa verrebbe compensato contenendo per un importo analogo gli investimenti nel settore delle strade cantonali, in crescita di 6,15 milioni rispetto al preventivo 2004. Un settore dove si registrano «costi notevolmente superiori ad altri Cantoni», ciò che determina «un ampio margine di manovra legato alla riduzione dei prezzi delle pavimentazioni e delle costruzioni di strade», si legge nel testo diffuso martedì. Per il deputato socialista Raoul Ghisletta i risparmi sulla scuola previsti per il prossimo anno non si giustificano. Sono misure «con un impatto finanziario minimo, di molto inferiore a quelle avanzate nel 2003 [fra le quali l’ora di lezione in più, ndr], ma che colpiscono pesantemente la motivazione e la qualità della scuola», dice ad area. Il problema per il settore scolastico è che «non si vede dove si vuole andare a finire»: «Bisognerebbe partire dagli obiettivi di politica scolastica e al limite adeguare i mezzi di conseguenza, e non invertire la logica facendo invece dipendere gli obiettivi dalle considerazioni finanziarie», osserva Ghisletta che sul successo dell’emendamento in Gran consiglio non si sbilancia: «Non so. Per ora sono favorevolmente sorpreso dalla firma di alcuni deputati. Ma certo non aiuta il fatto che il capo del Decs minimizzi le misure di risparmio sulla scuola». Per il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) Gabriele Gendotti l’emendamento “trasversale” è «un regalo avvelenato» che «non mi aiuta»: «per un anno potremmo anche farlo questo scambio, ma l’emendamento mi toglierebbe erba da sotto i piedi, come successo l’anno scorso col referendum: si evita qualche milione di tagli ma poi l’anno dopo ci si ritrova a doverli fare», spiega ad area il presidente del governo. L’emendamento verrà discusso in Consiglio di Stato. Poi Gendotti dirà la sua in Gran consiglio. Pur trovandola «una buona idea», il direttore del Decs rimanda all’aggiornamento del Piano finanziario di legislatura (che prevede 71 milioni di risparmi annui fino al 2007) e afferma che l’emendamento «non sta in piedi». «La mia tattica – spiega Gendotti – è diversa: dire cioè “questi sforzi [quelli del preventivo 2005, ndr] è giusto farli” e poi che “la scuola quello che doveva fare lo ha fatto”. Ma se le misure di risparmio non le adottiamo quest’anno poi me le fanno fare l’anno prossimo. Così invece di avere una sola volta gli studenti in piazza li avrò due volte». Il dibattito sul preventivo 2005 si inizierà lunedì 13 dicembre. Martedì i commissari Plrt, Ppd e Ps hanno firmato il rapporto di maggioranza (relatrice la capogruppo socialista Marina Carobbio Guscetti) nel quale figura l’accordo che prevede l’attribuzione al solo Cantone dell’1 per cento di supplemento di imposta sugli utili delle persone giuridiche a cambio della rinuncia a riversare nuovi oneri sui Comuni. Il rapporto di minoranza (Lega e Udc) verrà invece sottoscritto nei prossimi giorni. Intanto, il governo sta ultimando l’aggiornamento del Piano finanziario di legislatura. L’obiettivo per il 2007 è l’autofinanziamento zero, ovvero l’uscita da una situazione che attualmente obbliga lo Stato a chiedere soldi in prestito per far fronte alle spese di gestione corrente (sussidi e stipendi). Il deficit di esercizio verrebbe ridotto a 205 milioni di franchi entro il 2007, grazie in particolare a risparmi attorno ai 70 milioni di franchi annui (le spese aumenterebbero dello 0,7-0,8 per cento circa all’anno) e a maggiori entrate per una cinquantina di milioni (35 dovuti alla crescita economica, 15 a ricavi che non sono di carattere fiscale). Come il preventivo 2005, anche l’aggiornamento del Piano finanziario non ha accontentato nessuno. L’anno prossimo c’è il rischio di vederne ancora delle belle.

Pubblicato

Venerdì 3 Dicembre 2004

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