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La scorciatoia non c'è

di

Francesco Bonsaver
La scorsa primavera la nostra società altamente sviluppata ha scoperto che esistono ancora gli operai. Il merito va ai ferrovieri bellinzonesi e alla loro tenace lotta per il mantenimento del posto di lavoro.
Quest'anno invece si scopre che i bancari sono dei lavoratori come gli altri. Se alcuni di loro si erano forse illusi di essere al di sopra dei "comuni mortali", i 2 mila 500 licenziamenti previsti in Svizzera da Ubs hanno messo a nudo lo statuto degli impiegati di banca; dei normali dipendenti.
Addirittura, se paragonati agli edili e fatta astrazione dalla paga, sono dei lavoratori ben poco tutelati sul fronte dei diritti. Sono senza contratti collettivi, senza salari minimi, senza aumenti certi e senza orari definiti.  
La crisi mette a nudo i reali rapporti di forza all'interno della società del lavoro e del capitale. Non sono pochi a risvegliarsi dalla sbornia neoliberista speculativa con le ossa rotte.
Se parlare di classe lavoratrice è ritenuto fuori moda, non si può negare la divisione in salariati e padroni. A ben vedere anche nella categoria degli indipendenti ci sono gruppi che non se la passano molto bene e d'indipendenza hanno ben poco. Basti pensare agli artigiani messi in proprio, spesso dipendenti dagli ordini e dai prezzi imposti dall'impresa per cui lavoravano.
Torniamo ai nostri lavoratori bancari sprovvisti di tutele sindacali. Per carità, la presenza dei sindacati non impedisce i licenziamenti. L'organizzazione dei lavoratori però, se costruita sul coinvolgimento dei diretti interessati, permette di conquistare e difendere dei diritti che nessun padrone, per quanto "buono", regala. La storia e l'attualità insegnano.
L'origine del primo maggio risale al lontano 1886 a Chicago, quando una manifestazione anarco-sindacale che chiedeva un massimo di 8 ore di lavoro giornaliere, fu duramente repressa dalla polizia con morti e feriti. Da quel giorno, col primo maggio s'intende onorare le battaglie per la conquista del diritto alle 8 ore lavorative. In molte professioni, siamo ancora lontani dall'obiettivo del 1886. Ma se in qualche settore il diritto lo si è invece conquistato, lo si deve all'unità e l'organizzazione dei lavoratori. Anche oggi con la crisi che imperversa, l'unica soluzione per il rafforzamento dei diritti, passa ancora da quella strada obbligata. Non c'è scorciatoia. Neanche per i bancari.

Pubblicato

Venerdì 1 Maggio 2009

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