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La rendita in scranna

di

Giuseppe Dunghi
Il Mendrisiotto è coperto da strade, stradine, percorsi pedonali e sentieri: la dorsale pedestre, i sentieri Smeraldo, la rete del San Giorgio, quella del Generoso, le mulattiere della Valle di Muggio. Le cartine sono esposte nelle piazze e nelle stazioni, ma gli abitanti del posto non le guardano. Sono attratti da altre carte: le mappe catastali. A parte le proprietà cosiddette patriziali, il territorio è suddiviso in tanti pezzettini, ciascuno con un numero; anche le case, i cortili, i portici e le lobbie hanno il loro bravo numerino. Le particelle sono metà da vendere e metà da comprare.
Il frastuono impercettibile delle trattative e delle frasi inserite nei discorsi con apparente noncuranza (che cosa gli hai dato al metro?), la prosa dei ricorsi quando un fondo viene posto fuori zona edificabile, il rumore delle biro che tracciano la croce sul simbolo del partito che fa il piano regolatore saturano l'aria del Mendrisiotto più che l'ozono in una giornata estiva.
A quanto ammonta la somma di tutte le transazioni immobiliari? La cifra esatta non la si saprà mai, perché buona parte è costituita da pagamenti in nero, accomodamenti e scambi di favori che nessun ufficio dei registri è in grado di registrare.  Ma si può stimare a posteriori.
Circa trent'anni or sono, il comune di Balerna decise di costruire 12 appartamenti da affittare a pigione moderata, in modo che facessero da calmiere sul mercato. Non quindi il solito aiuto elargito alle famiglie con reddito basso per pagare l'affitto, ma la rinuncia da parte del proprietario a ricavare utili da un'operazione immobiliare: al comune sarebbe bastato infatti ammortizzare nel tempo l'investimento effettuato. Il progetto però cadde in votazione popolare. I cittadini, di fronte alla scelta fra abbassare il costo delle abitazioni o ricavare un buon guadagno dando in affitto una casa, preferirono la seconda prospettiva. Giudicarono che la rendita dei loro beni immobili meritasse più protezione che il reddito da lavoro. In altre parole: si guadagna di più comprando e vendendo che lavorando.
Recentemente, in un comune della valle del Vedeggio situato allo sbocco meridionale della galleria Alptransit del Ceneri, i proprietari dei fondi chiesero che la galleria proseguisse fino a Lugano, per non far perdere valore ai loro terreni.
Gli dei accecano chi vogliono perdere.
Da qualche anno la rendita ha il suo partito, un partito-rendita creato da un proprietario di case di tolleranza e che vive con i finanziamenti privilegiati della Banca dello Stato, pubblicando un settimanale a sua volta finanziato dalle Aziende industriali di Lugano. Il settimanale viene distribuito gratis ogni domenica mattina dagli autopostali: un pacco a Morbio Inferiore, uno a Morbio Superiore, 20 copie a  Caneggio, 20 a Bruzella, a Cabbio, a Muggio, un pacco anche a Scudellate; Roncapiano no, perché di domenica il piccolo autopostale si ferma a Scudellate. In questo periodo pubblica a puntate una lista di impiegati statali da licenziare per far risparmiare soldi allo Stato. Il loro lavoro sarebbe inutile, anzi dannoso: tasse, vincoli alle costruzioni, controllo degli inquinamenti. Vengono definiti fuchi; altrove sono chiamati fannulloni, privilegiati, parassiti. Che la rendita sia più importante del lavoro è una triste realtà, tuttavia una realtà. Ma che la rendita si permetta di insultare il lavoro, questo non è tollerabile. 

Pubblicato

Venerdì 26 Settembre 2008

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