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Svizzera

La ragione e la giustizia sociale per resistere e ripartire

L’Unione sindacale svizzera illustra le condizioni necessarie per uscire dalla crisi evitando danni gravissimi alla società e all'economia

di

Mattia Lento

Stamattina l’Unione sindacale svizzera, durante una conferenza stampa virtuale, ha formulato nuove rivendicazioni relative alla crisi. Le parole chiave sono semplici: protezione della salute dei lavoratori, salvaguardia dei posti di lavoro e del potere d’acquisto e coinvolgimento delle parti sociali nel futuro processo di ripresa delle attività economiche.


Le scelte future
Il Covid-19 ha mostrato la fragilità del nostro sistema economico, politico e sociale e ci ha fatti piombare in una crisi senza precedenti. Ad aprire la conferenza stampa è stato il Presidente dell’Uss Pierre-Yves Maillard che ha usato queste parole in relazione alla situazione attuale: «C’è chi crede che il virus, dopo aver seminato morte e distruzione, ci lascerà in eredità un mondo più equilibrato. Non è così. Il collasso economico porterà disoccupazione e miseria. Saranno le nostre scelte a portarci fuori da questa situazione e l’Uss si batte affinché la ragione e la giustizia sociale divengano gli strumenti utili per resistere e ripartire».


Il governo
Non sono mancate né critiche, né elogi alle azioni intraprese dal governo. Da una parte, è stata messa in rilievo una certa incoerenza in materia di protezione della salute: se nei contesti della sfera privata e della società civile sono state prese decisioni drastiche, così non è avvenuto per il mondo del lavoro. Gli apprezzamenti riguardano invece le prime misure del governo per affrontare l’emergenza: l’estensione del diritto all’indennità per lavoro ridotto, le misure a favore dei disoccupati e il sostegno a famiglie e imprese. In questi ultimi giorni sono però emerse nuove problematiche, legate anche a una graduale ripartenza delle attività economiche, e per questo motivo i sindacati hanno formulato nuove richieste.


Le rivendicazioni
La Presidente Unia Vania Alleva nel suo intervento ha posto l’accento sul mantenimento dei posti di lavoro e del potere d’acquisto dei lavoratori: l’Uss rivendica un pagamento del 100% del salario per i lavoratori in regime di lavoro ridotto (fino a 5000 Chf) e un finanziamento straordinario di 6 miliardi della cassa disoccupazione. Inoltre, chiede, per le aziende che usufruiscono di lavoro ridotto, un divieto di licenziamento. Nel suo discorso, Alleva ha inoltre sottolineato la necessità di proteggere i lavoratori anziani dal licenziamento e richiesto di risolvere la situazione di quei lavoratori “ai margini”, come i sans papier, il personale domestico, i lavoratori stranieri con permessi di corta durata, che sono attualmente esclusi da forme di protezione sociale. Non da ultimo, per la Vicepresidente dell’Uss, è necessario che il governo sostenga il pagamento dei premi delle casse malati per tutta la durata della crisi.


Ripartire
L’Uss chiede di essere coinvolta nella discussione relativa alla ripartenza dell’economia. Questo processo non deve mettere a repentaglio la salute dei lavoratori. In particolare, i sindacati esprimono preoccupazioni per i lavoratori a rischio e chiedono che questi siano esentati da ogni attività. Per Giorgio Tuti, presidente del sindacato dei trasporti, infine, «non si può parlare di ripartenza senza pensare a un sostegno alle strutture per la custodia diurna dei figli. Inoltre, dal momento che le persone anziane non potranno occuparsi per lungo tempo della custodia dei nipoti, sarà necessario aumentare i posti disponibili nelle strutture per l’infanzia».

Pubblicato

Mercoledì 15 Aprile 2020

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