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La paga del sindacalista

di

Mauro Marconi
Non ho mai fatto grandi vacanze, nel senso comune che si da alla parola “vacanze”. Non ho mai fatto, ecco, né tanti né grandi viaggi. Sarà per questo, immagino, che ho dei ricordi molto nitidi delle mie spedizioni all’estero. Estate 1996. Agosto. Destinazione Langhe. Itinerario culturale. Il richiamo di Fenoglio e Pavese. Tre giorni. Soggiorno a B.: l’unico posto in cui ho perso l’orientamento durante un’escursione in tutta la mia vita. Un paese in cui un temporale estivo riesce ancora a mandare in tilt la telefonia per un giorno e mezzo. Un albergo modesto, di otto camere, un albergatore-cuoco stratosferico ed una cantina a dir poco paradisiaca (sarà forse per questo che poi ho perso l’orientamento?). È sera e sono l’unico cliente. Non è che al mitico cuoco servano molti incoraggiamenti per prendere una sedia ed unirsi a me per il caffè. E così tra una chiacchera e l’altra, cala la fatidica domanda: «tu che fai nella vita?». Ed io: «il sindacalista». Cioè, a questo punto immaginatevi uno che vi parla come Jannacci ma con accento piemontese: «Sindacalista eh?… io c’ho un cugino sindacalista… eh, sindacalista… brava gente i sindacalisti… ogni tanto viene a trovarmi… mio cugino… prende su i colleghi da Torino e via… li porta qua a mangiare… piace mangiare… fanno sempre un gran casino… bella vita… sindacalista…». Non è che a uno che ti offre col cuore due cicchetti di grappa di Barolo tu possa fargli il muso, e poi che cavolo: sei in vacanza! Inverno 2005. Febbraio. Quattro per l’esattezza (se leggete il Tages Anzeiger). Va bene anche il cinque (se siete meno snob e vi accontentate della Regione). Il foglio zurighese pubblica un articolo sulle paghe dei sindacalisti svizzeri. Tesi: i sindacati predicano bene e razzolano male. Argomenti: 1°, i sindacati rivendicano trasparenza sulle politiche salariali delle aziende ma sono loro i primi a non essere trasparenti; 2°, i sindacalisti guadagnano fior di stipendi. La giornalista non mi ha offerto due cicchetti, per cui posso reagire. Semplificando, il salario risulta dalla relazione di tre componenti: il grado di difficoltà, il livello di responsabilità richiesti dalla posizione e le capacità della persona che la occupa. Il valore monetario è quindi associato ad una dimensione sociale che non è secondaria: indirettamente il salario esprime anche il valore di una persona. Mettere in discussione la paga dei sindacalisti significa dunque metterne in discussione il valore. Ed è giusto che venga fatto, ma con onestà intellettuale. Sparare sul sindacato e sui sindacalisti è facile: per la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici rappresentano un costo (la quota mensile) e sono strumentalmente inutili (non li usano direttamente). In più i sindacati rivendicano migliori condizioni di lavoro. Di conseguenza, i sindacalisti devono inevitabilmente godere di ottime condizioni di lavoro. Non ci vuole molto a concludere che siano tutti una banda di mangia-pane a tradimento… Bè non è così, e ve lo dice uno che ci ha lavorato: il sindacalista è il più bel mestiere del mondo, certo, ma le condizioni di lavoro… lasciano un tantino a desiderare. Picchetti al mattino, riunioni serali, raccolte firme domenicali, orari d’ufficio, … salari nella norma. Se non ho divorziato durante il mio periodo da sindacalista è solo perché Clara era una gatta (stavo così poco con lei che mi sono persino dimenticato di sverminarla). Bisognerebbe mettere tutti questi elementi in conto per valutare correttamente le condizioni di lavoro di sindacalista. E ne uscirebbe allora un’immagine un po’ meno dorata ed oziosa della professione. Vogliamo mettere in discussione il valore dei sindacalisti? Facciamolo, ma guardando alla loro relazione con i propri associati, alla loro capacità di mobilitare, alla loro bravura nell’anticipare ed interpretare i problemi, alla loro abilità negoziale, alla loro destrezza nel proporre soluzioni… Paghiamo le quote anche per questo. P.s.: quando facevo il sindacalista guadagnavo 4’580.00 franchi lordi per quarantadue ore contrattuali alla settimana, in 13 mensilità.

Pubblicato

Venerdì 18 Febbraio 2005

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