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La nuova guerra fra poveri

di

Francesco Bonsaver
Da precario a fisso perché conviene. Al datore di lavoro, però. Quel che appare un paradosso potrebbe diventare realtà. Da quando è entrato in vigore il nuovo contratto collettivo dei lavoratori temporanei, non sono pochi i casi in Ticino in cui le paghe dei fissi sono inferiori a quelle degli interinali.

Dal 1° gennaio, il Ccl dei temporanei decretato di obbligatorietà generale su tutto il territorio, fissa gli stipendi minimi per non qualificati a 3.000 franchi lordi mensili per 42 ore settimanali, con tredicesima obbligatoria. Agli interinali nel primo anno d'impiego, in alcune zone del Ticino e Giura, è possibile derogare del 10 per cento sul salario, arrivando a un minimo di 2.700 franchi lordi. Nel secondo anno, lo stipendio "sale" a 2.850 franchi. Ad alcuni potrebbe sembrare incredibile, ma in Ticino ci sono aziende che versano stipendi inferiori ai minimi salariali obbligatori degli interinali. E ci sono anche aziende che registrano utili miliardari.
È il caso ormai noto ai lettori di area della Swatch, leader mondiale dell'orologeria. Lo scorso anno l'azienda elvetica ha realizzato un utile netto di 1,28 miliardi di franchi e ha proposto lauti dividendi per i suoi azionisti (5,75 franchi per azione al portatore). Il gruppo con sede a Bienne impiega complessivamente 28.000 persone, di cui la metà in Svizzera. Potersi fregiare del marchio "made in Switzerland" comporta quest'obbligo. Poco più di un migliaio i suoi dipendenti in Ticino, dove l'azienda negli ultimi periodi ha continuato a crescere in stabilimenti e personale. Lo scorso anno a Genestrerio la Swatch ha ampliato la sua fabbrica portandola a un totale di 430 impiegati, a cui si aggiungono i dipendenti degli altri tre stabilimenti ticinesi. Voci insistenti danno certa nel 2012 la realizzazione di un nuovo insediamento dell'azienda biennese a Balerna. Una scelta non casuale, visto che il salario minimo in Ticino nell'industria orologiera è di 2.500 franchi. Sono ben 800 i franchi "risparmiati" dall'azienda per ogni dipendente rispetto al salario del collega nel Giura a pari condizioni. Un risparmio che sale addirittura a1.400 franchi nei confronti di un lavoratore nell'orologeria a Ginevra. E paradossalmente, in Ticino, sarebbero duecento i franchi in meno del salario obbligatorio per il collega interinale attivo nel cantone.
S'intuisce facilmente la convenienza per un'azienda di assumere un dipendente fisso a 2.500 invece di un interinale stipendiato a 2.700 franchi, che dovrebbe salire a 3.000 l'anno successivo. La Swatch non sarebbe il solo gruppo ad avere eventuali benefici da una tale situazione. Infatti, non è la sola orologeria ad avere bassi salari minimi. Abbigliamento (con numerose aziende dai marchi di lusso), logistica e industria alimentare in Ticino presentano categorie salariali con stipendi inferiori ai 3.000 franchi. Tutte le industrie insediate nell'intero comprensorio del Mendrisiotto possono beneficiare della deroga sui salari degli interinali. Non solo. Come d'abitudine nei casi di novità importanti, è stata prevista una fase transitoria di tre mesi per facilitare l'adeguamento alle nuove condizioni. Durante questo periodo, le agenzie interinali non sono sanzionate se non rispettano le nuove condizioni di lavoro, salari compresi. In Ticino però, per le industrie di Caslano, Magliaso e Ponte Tresa la fase transitoria è stata estesa a sei mesi. La scelta dei tre comuni non è casuale. Sono diverse le industrie insediate nei comprensori comunali che fanno capo a dipendenti precari o versano salari ai fissi inferiori ai 2.700 franchi.

«Il problema esiste solo in Ticino»

Le reazioni dei rappresentanti delle agenzie interinali cantonali. I bassi salari in alcuni comparti industriali sono la vera questione da risolvere

Qualche notte dal sonno disturbato non negano di averla avuta, ma complessivamente esprimono pareri positivi sull'introduzione del Ccl dei temporanei. È quanto emerge da un giro di telefonate ad alcuni responsabili di agenzie interinali ticinesi. Ci sarà qualche iniziale scossone di assestamento dovuto all'introduzione dei salari minimi che causerà una contrazione del mercato, poi tutto tornerà nella norma. «Fu così anche quando venne decretato d'obbligatorietà generale il Ccl dell'edilizia – ricorda Lojze Smole, direttore dell'agenzia Job contact di Lugano –. C'era un grande allarmismo per i nuovi salari minimi da rispettare, ma in realtà tutti si adeguarono rapidamente e non ci fu nessun problema».
Molte agenzie temporanee si dicono favorevoli ai salari minimi obbligatori perché regolano «un settore che stava sempre più assomigliando a un mercato del bestiame». spiega Adriano Pellegrin, responsabile della filiale Adecco di Chiasso: «Noi rifiutavamo di parteciparvi puntando sulla serietà e qualità del servizio, ma è evidente che ci fosse una spinta al ribasso delle paghe interinali dovuta all'assenza di regole di cui approfittavano agenzie senza scrupoli». Una situazione che potrebbe cambiare con il nuovo Ccl, stando a quanto aggiunge Pellegrin: «Con l'obbligo dei salari minimi, le agenzie che puntavano tutto sull'aspetto economico con le paghe basse dei loro dipendenti, oggi saranno in difficoltà».
Il problema però non è circoscritto alle sole agenzie interinali senza scrupoli, ma anche diverse aziende clienti, interessate solo a pagare il meno possibile i dipendenti, interinali o fissi che siano. Il responsabile di un'agenzia interinale che preferisce l'anonimato racconta: «Ci sono aziende che impongono un prezzo molto basso per dipendente. Prendere o lasciare. Quelli senza scrupoli o magari in difficoltà accettano, speculando illegalmente sugli operai. Mi sarei aspettato che nel Ccl ci fosse una bella norma: qualora l'agenzia non adempia ai suoi obblighi, risponde l'azienda cliente. Se tu azienda mi chiedi di fare cose forzate e io le faccio ma poi mi beccano, tu rispondi. Una norma sul genere della responsabilità solidale di cui si discute nell'edilizia». Non è l'unica critica al nuovo Ccl. Il punto su cui tutti convergono è che il salario minimo di 3.000 franchi debba valere in tutte le professioni in Ticino. «In alcuni settori, come l'abbigliamento, ci sono contratti siglati coi sindacati dove le paghe sono fissate a 2.200-2.600 franchi. È evidente che in quei casi, il servizio dell'agenzia diventerà antieconomico col nuovo Ccl» racconta ad area Gabriele Molteni, direttore della Quanta, che aggiunge: «Il problema è solo ticinese. Parlando con colleghi ginevrini, ci si rende conto della diversità della struttura economica tra i due cantoni. Ginevra impiega più frontalieri del Ticino. Eppure a Ginevra nessuno versa salari inferiori ai 3.500 franchi. Per non parlare di Basilea o del resto della Svizzera».
Martina Giudici dell'agenzia Drima sottolinea un'altra discriminazione causata dal nuovo Ccl dei temporanei. «L'obbligo di affiliazione alla cassa pensione dal primo giorno solo per le persone con figli, discriminerà proprio i genitori. La conseguenza è che già oggi nelle agenzie si dà la priorità a chi non ha figli perché costa meno. E in caso di cambiamento di posto di lavoro dopo un mese, l'interinale a basso salario perde praticamente l'intera somma versata perché trattenuta dalla cassa pensione per i costi amministrativi derivanti dal passaggio del capitale pensionistico da un istituto all'altro».                  

Fatta la legge, trovato l'inganno

Al Ccl dei temporanei sono assoggettate le agenzie interinali che hanno una cifra d'affari superiore a 1,2 milioni di franchi. Sotto quella cifra, si è esentati dall'obbligo di rispetto del nuovo Ccl.
E quale ingegno avrebbero inventato alcuni titolari di queste agenzie per sfuggire al Ccl? Dividere la cifra d'affari, iscrivendo a registro di commercio una nuova agenzia dal nome simile ma leggermente modificato da quella già esistente. La sede della "nuova" agenzia è negli stessi uffici di quella già in funzione. Naturalmente, anche gli amministratori sono i medesimi, così come i dipendenti.
Sono almeno due le agenzie interinali ticinesi "sospettate" di aver aggirato l'obbligo del Ccl in questo modo. Guarda caso, le agenzie clonate sono nate entrambe nel mese di marzo di quest'anno, proprio quando stava per scadere la non punibilità per inosservanza del contratto collettivo. Si noti che le agenzie clonate hanno ricevuto dal Segretariato di stato dell'economia (Seco) l'autorizzazione federale per l'esercizio del prestito di manodopera.
Anche sul fronte delle aziende che impiegavano un gran numero di lavoratori interinali si registrano alcuni stratagemmi per evitare di pagare i nuovi minimi salariali. Per far fronte ai picchi di produzione, invece di ricorrere ai temporanei oggi diventati più cari, si assumono dei fissi con periodo di prova di tre mesi. In quel caso, la disdetta del rapporto di lavoro può essere data con una settimana di preavviso. Non saranno i due giorni di disdetta previsti dal contratto collettivo dell'agenzia interinale, ma ci siamo molto vicini. E costano meno.

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Venerdì 20 Aprile 2012

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