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Socialità

La neutralità delle perizie a rischio

di

Federico Franchini

«È etico che lo Stato, dopo che era intervenuto con uno strumento di protezione, tolga radicalmente questa protezione, mettendo una persona in una situazione di crisi?» Bruno Cereghetti pone la questione, spiegando il caso di una persona che, dopo che le è stata riconosciuta un’invalidità al 100%, nell’ambito di un normale controllo di revisione dopo poco più di un anno, si è vista togliere tutta l’indennità. Quando la sua situazione non è cambiata. Di colpo la persona è diventata abile al lavoro (in attività leggera e adeguata). Si è andati così a vedere quanto avrebbe potuto guadagnare e il grado di invalidità è sceso al di sotto al 40%. Ciò che non solo le ha precluso qualsiasi indennità, ma anche la pensione che nel frattempo era stata erogata. In pratica si è trovata dall’oggi all’indomani senza più entrate. Un esempio che mette in evidenza l’impatto di una perizia: una decisione piuttosto che un’altra può cambiare la vita di una persona. Spesso può distruggerla.  
L’indipendenza di chi conduce le perizie è quindi fondamentale: le condizioni di imparzialità professionale dell’esperto sono oggi garantite nei confronti dell’assicurato che è la parte debole del procedimento? Per rispondere a questa domanda occorre precisare che la giurisprudenza dà totalecredito alla perizia fornita dall’Ai. A un punto tale per cui per smentire una perizia non è sufficiente presentare una controperizia, ma è necessaria una “superperizia”, i cui costi sono a carico dell’assicurato.
Nel 2014, dopo un’interrogazione della deputata socialista Pelin Kandemir Bordoli, il Consiglio di Stato ha dato  risposte su come, in Ticino, vengono affidati i mandati peritali, permettendo di trarre alcune considerazioni interessanti. Primo: il 60% di tutti i mandati peritali è nelle mani di dieci esperti. In alcune specialità la concentrazione è ancora più grande: in reumatologia i mandati sono appannaggio di tre periti che eseguono i tre quarti dei mandati. Uno di essi è stato incaricato, tra il 2009 e il 2013, di 905 mandati peritali. In neurologia la concentrazione è ancora maggiore: l’80% dei mandati è assegnato a due periti, uno dei quali ha effettuato 822 perizie per il quinquiennio in questione. Fatti due calcoli, questi due super periti hanno ottenuto almeno 400.000 franchi annui in mandati.
Una concentrazione che, per Bruno Cereghetti, pone dei problemi d’imparzialità: «L’esperto è giuridicamente sottoposto al dovere di diligenza e fedeltà verso colui che gli confida la perizia pagandolo lautamente. Deve, in sostanza, salvaguardarne gli interessi, i quali interessi non coincidono con quelli degli assicurati di ottenere una rendita».
Nel 2004, in Svizzera, sono stati creati i Servizi medici regionali (Sam), che si occupano della valutazione medica per conto dell’Ai. Questi centri sono stati voluti con lo scopo di stabilire un giudizio in diritto per le assicuarazioni sociali. I medici ordinari, infatti, sono considerati dalla giurisprudenza federale non adatti a giudicare in modo oggettivo. «Ma ammesso, e non concesso che sia così, lo stesso modo di ragionare potrebbe essere legittimo applicarlo anche per il perito assicurativo. Sta di fatto che oggi si assiste a innumerevoli perizie a responso sicuro, pro parte mandante e pagante» aggiunge Cereghetti.
Perché di fatto le perizie vengono affidate sempre agli stessi specialisti? Lo spiega il governo rispondendo ancora a Kandemir Bordoli: «Non tutti i medici specialisti attivi in Ticino si sentono abbastanza competenti o sono interessati alla medicina assicurativa». Bruno Cereghetti mette però fortemente in dubbio che i medici specialisti operanti in Ticino non siano competenti o interessati. A mente sua si tratterebbe solo di interpellarli veramente, allargando la cerchia dei “giudicanti”.
La medicina assicurativa è diventata un vero affare. Esiste addirittura un’associazione – la Swiss Insurance Medecine – che  rilascia diplomi per questa cerchia ristretta di esperti. Vi fu un’epoca in cui una certa deontologia regnava nel mondo delle perizie: tanto che un medico che  ricavava dai mandati peritali  una parte sostanziale dei suoi redditi non era ben visto. Oggi non è più così. E il conflitto d’interessi è dietro l’angolo.

Pubblicato

Giovedì 7 Aprile 2016

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