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La muraglia svizzera di Migros

di

Michael Stoetzel
Ancora la scorsa primavera i capi di Migros e Denner si dimostravano tranquilli. «Di Aldi non abbiamo paura», dicevano in ogni microfono che non si era riusciti a spegnere in tempo. Ma questa è musica di ieri. Il ritornello di oggi è: si salvi chi può! Sarebbe la concorrenza di Aldi e prossimamente anche quella di Lidl, il secondo superdiscounter tedesco, ad aver costretto Migros e Denner ad unire le forze: "la soluzione svizzera". Così hanno spiegato il boss di Migros Herbert Bolliger e il padrone di Denner Philippe Gaydoul il loro affare. Un affare che però lascia aperte più domande di quelle a cui dà risposta.

Il passo di Gaydoul non ha bisogno di molte spiegazioni. Lui e la sua famiglia hanno intascato un bel pacco di soldi. È questo il senso dell'operazione – e avrebbe potuto anche andare a finire peggio, se Gaydoul avesse venduto la sua impresa a Lidl, che si diceva fosse molto interessata a Denner e che è nota per le insopportabili condizioni di lavoro. Ma fino a che punto i dipendenti di Denner possono fidarsi delle assicurazioni di Bolliger, secondo cui non avrebbero nulla da temere, è ancora tutto da verificare.
Migros cresce. Ma questo le consente anche un utile maggiore? Sì, dice Bolliger, perché assieme (con una quota di mercato del 19 per cento) possiamo rifornirci a prezzi più convenienti. Riunendo il potere d'acquisto di Migros e quello di Denner Bolliger da un lato vuole tenere testa a Aldi e Lidl, d'altra parte però non vuole diventare potente al punto che la Commissione per la concorrenza debba poi intervenire.
In secondo luogo il boss di Migros mira ad un miglior sfruttamento dei propri stabilimenti industriali. In futuro dovrebbero anche concorrere per la produzione di articoli propri del marchio Denner. E fare come se Migros e Denner non fossero la stessa cosa? Difficile immaginarselo. Esattamente come è difficile credere che in futuro le due catene con gli stessi prodotti – nella migliore delle ipotesi con diversi imballaggi – si facciano una guerra dei prezzi. Migros intende forse lasciare che il suo discounter abbia offerte migliori delle sue? Oppure, al contrario, con una concorrenza spietata vuole rovinarne la fama di leader dei prezzi bassi? Difficile trovare una logica.
Come una litania Gaydoul e Denner vanno ripetendo il ritornello dell'indipendenza delle due imprese. In realtà però Migros ha il pieno controllo del nuovo Consiglio d'amministrazione della Denner. Che si stia ripetendo la storia di quello che un tempo era il gruppo Globus? Quando la Migros lo rilevò, nel 1996, si è continuato a dire a lungo che Globus è Globus. Di fatto però da subito tutte le decisioni più importanti vennero prese nella Cooperativa Migros. E nel frattempo non si fa nemmeno più finta: certo il gruppo Globus formalmente non è stato sciolto, ma la sua amministrazione è stata completamente integrata nelle strutture della Società cooperativa Migros.
Ancora oggi Bolliger sostiene che l'amministrazione del Denner è così ridotta all'osso che non potrebbe costare di meno. E che i negozi lavorano già con così poco personale che una riduzione sensibile dei costi richiederebbe la chiusura di qualche filiale. Le cose stanno diversamente nella logistica. La dichiarazione di Bolliger secondo cui anche in questo settore nessuno dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro ha retto sì e no un paio di giorni. Poi lo stesso Bolliger ha annunciato di voler «coordinare a media scadenza» questo settore. Affermazione che può significare una cosa sola: riunire i centri di distribuzione, cancellare posti di lavoro ed aumentare la pressione sui lavoratori.
Questo basterà perché Denner possa essere inglobata con successo? Finora in ogni caso sono falliti senza gloria alcuna tutti i tentativi, sia di Coop che di Migros, di aprirsi qualche canale (per esempio Billi, Epa, Abm) sul terreno dei discount.

Unia: "Contratto collettivo per tutti"

Robert Schwarzer, responsabile per il settore del commercio al dettaglio del sindacato Unia, il suo sindacato ha duramente criticato il Contratto collettivo di lavoro (Ccl) della Migros. Ora però Unia chiede che esso sia applicato anche ai dipendenti della Denner. Ecco cosa ci dice in proposito.

Dunque il Ccl della Migros non è poi così male.
Non abbiamo criticato il Ccl della Migros nel suo insieme, quanto piuttosto il comportamento della dirigenza della Migros nei confronti dei partner sociali e alcuni peggioramenti del Ccl. Abbiamo criticato il fatto che la Migros come partner sociali vuole soltanto sindacati che si lasciano mettere la museruola. Per questo motivo non siamo partner contrattuali e per questo anche il Syna è di nuovo uscito dal Ccl. Nel commercio al dettaglio il contratto della Migros è certamente uno dei migliori. Tuttavia le condizioni di lavoro e gli stipendi nel commercio al dettaglio sono, se confrontati a quelli degli altri settori economici, fra i peggiori. Le condizioni di lavoro alla Denner non sono regolate da Ccl, ad eccezione del centro di distribuzione di Egerkingen. La durata del lavoro è sensibilmente maggiore, e le prestazioni sociali alla Denner sono decisamente peggiori di quelle offerte dalla Migros. Un Ccl alla Denner del livello di quello in vigore alla Migros per gli impiegati rappresenterebbe dunque un miglioramento.
Il boss della Migros Herbert Bolliger proprio recentemente ha dato della bugiarda a Unia. Non è il miglior modo per avviare delle trattative contrattuali.
Abbiamo nuovamente scritto a Bolliger per chiedergli un colloquio. L'obiettivo è di arrivare ad allacciare delle relazioni ragionevoli.
Come motiva Bolliger le sue accuse?
Unia ha detto che nel nuovo Ccl, accanto ad alcuni miglioramenti, sono stati introdotti diversi piccoli e meno piccoli peggioramenti, senza che il personale ne sia stato informato. Inoltre in una conferenza stampa abbiamo chiarito che la Migros ha perso tutti i processi che aveva intentato contro di noi per violazione di domicilio. Inoltre abbiamo criticato il fatto che anche alla Migros ci siano contratti di lavoro su chiamata. I vertici di Migros devono aver vissuto questi rimproveri come una lesa maestà.
Come reagiscono i due partner sociali rimasti nel contratto di Migros, la Società svizzera degli impiegati di commercio e i macellai?
I macellai nel loro giornale interno si limitano ormai a pubblicare soltanto i comunicati della Migros. Gli impiegati di commercio sono favorevoli al rientro di Unia nel Ccl e che questa se del caso sia partner anche di un eventuale Ccl alla Denner. Ma le nostre critiche sui peggioramenti introdotti tacitamente nel Ccl non sono state raccolte neppure dagli impiegati di commercio.
  

Pubblicato

Venerdì 26 Gennaio 2007

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