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La lingua dei sordi è quella dei segni

Pochi udenti la conoscono ed è poco diffusa. Ciò preclude molti ambiti, anche vitali, a chi ha una disabilità uditiva. Renderla ufficiale aiuterebbe

di

Veronica Galster

In Svizzera vivono circa 10.000 persone sorde dalla nascita o gra-vemente audiolese, mentre quasi un milione di persone convive con una disabilità uditiva. Quasi tutte le persone sorde utilizzano una lingua dei segni per comunicare (in Svizzera ce ne sono tre), ma queste non sono riconosciute come lingue ufficiali, con conseguenze negative nella vita di tutti i giorni.


Il 23 settembre ricorreva la giornata internazionale delle lingue dei segni, e quest’anno è stata l’occasione per la comunità svizzera dei sordi di ricevere le scuse ufficiali da parte delle scuole per i sordi della Svizzera tedesca, e della loro associazione mantello, per aver soppresso la lingua dei segni negli istituti educativi e per la conseguente sofferenza causata a intere generazioni di sordi.


Il giorno seguente, con ottimo tempismo, il Consiglio federale ha pubblicato il rapporto “Possibilità di riconoscimento giuridico della lingua dei segni in Svizzera”, nel quale ritiene che il riconoscimento giuridico delle lingue dei segni non sia necessario per migliorare la partecipazione sociale delle persone sorde. Una posizione che è stata accolta con delusione da parte della Federazione Svizzera dei Sordi (Fss), la quale ritiene invece che questo passo sia la chiave per migliorare la situazione delle persone sorde e audiolese nella Confederazione, persone che ancora oggi subiscono di-scriminazioni a causa della loro disabilità, nel 2020 ad esempio la Fss ne ha registrate più di due a settimana. Inoltre, uno studio sulla situazione sul mercato del lavoro per le persone sorde in Svizzera, pubblicato nel 2020, ha evidenziato come per i sordi il tasso di disoccupazione sia tre volte superiore a quello della po-polazione media e che solo il 3 per cento di tutti i lavoratori con disabilità uditiva occupa posizioni dirigenziali (il tasso per la popolazione totale è del 26%).


Alla luce di questi dati, appare quantomeno riduttiva la posizione del Consiglio federale che ritiene siano sufficienti i regolamenti e le misure vigenti. «A livello di teoria sì, ma evidentemente questi non vengono sufficientemente applicati. Sono perciò auspicate misure più specifiche per le persone sorde, quali appunto il riconoscimento delle lingue dei segni», spiega Massimo Baciocchi, portavoce della Fss per la Svizzera italiana. Cosa significa in concreto un riconoscimento giuridico delle lingue dei segni in Svizzera? «Significa che la lingua dei segni diventa una lingua ufficiale a livello nazionale e che riceve lo status e quindi il grado di impiego e protezione di cui godono ora le quattro lingue parlate. Ancora oggi, la lingua dei segni non è quasi mai impiegata a nessun livello della società. Questo preclude l’accesso delle persone sorde agli ambiti vitali, come ad esempio la formazione o l’assistenza sanitaria. Un riconoscimento renderebbe la lingua dei segni obbligatoria e quindi diffu-sa in ogni situazione, rendendola inoltre visibile e popolare a livello di opinione pubblica», conclude Baciocchi.


La maggioranza dei paesi europei ha riconosciuto giuridicamente una o più lingue dei segni, in Svizzera per ora tale riconoscimento figura unicamente nelle costituzioni di Ginevra e Zurigo, e il Ticino è sulla buona via. Il 25 agosto scorso, infatti, il Consiglio di Stato ticinese ha ac-cettato due oggetti parlamentari che chiedono il riconoscimento ufficiale della lingua dei segni nella costituzione cantonale.

Pubblicato

Lunedì 11 Ottobre 2021

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