Dominique Strauss-Kahn non ha ancora chiuso definitivamente lo scandalo che lo ha travolto a New York, ma il suo posto di direttore all'Fmi è già stato attribuito alla liberista Christine Lagarde.
Nessuno sa cosa potrà – o vorrà – fare Dominique Strauss-Kahn, quando la vicenda che lo ha travolto arriverà a una conclusione. L'inchiesta a New York potrebbe chiudersi prima del previsto, con l'abbandono delle accuse da parte del Procuratore, mentre a Parigi gli avvocati dell'ex direttore del Fondo monetario internazionale ed ex favorito alla corsa all'Eliseo intendono rispondere con una denuncia per diffamazione a un'altra accusa di violenza sessuale, proveniente da una giornalista-scrittrice per fatti che hanno avuto luogo otto anni fa.
Martedì 5 luglio, Christine Lagarde, ex ministra delle finanze francese, ha assunto la carica di direttore dell'Fmi, chiudendo la pagina Dsk. Una nota dell'Fmi rileva che «un programma di lavoro pesante attende Christine Lagarde», che dovrà prendere «difficili decisioni strategiche per promuovere la ripresa mondiale e risolvere la crisi della zona euro». Christine Lagarde deve affrontare subito la crisi della Grecia. Il consiglio di amministrazione dell'Fmi deve riunirsi per sbloccare, come ha già fatto l'Europa, la quinta tranche del prestito di 110 miliardi di euro concesso alla Grecia nel maggio 2010. Si tratta di 3,3 miliardi, che l'Fmi dovrebbe versare a luglio, assieme agli 8,7 miliardi sbloccati dagli europei, per evitare il fallimento di Atene. Ma secondo una valutazione dell'agenzia di rating Standard & Poor's, anche con questo "aiuto" la Grecia non è salva: secondo i nostri criteri, affermano, Atene sarebbe in condizione di default. Lagarde, per farsi nominare alla successione di Dsk, ha viaggiato in vari paesi cercando sostegno e promettendo "rigore" anche nei confronti di un paese europeo. Difatti, i paesi emergenti, che vogliono maggiore spazio e potere, hanno contestato il compromesso in vigore dal '44 nelle istituzioni di Bretton Woods, che finora ha stabilito che la direzione della Banca Mondiale andasse a uno statunitense, mentre quella dell'Fmi fosse nelle mani di un europeo. Ma gli emergenti non sono riusciti a mettersi d'accordo su un nome e Lagarde l'ha avuta vinta, alla condizione, pero', di non avere un occhio di riguardo per le difficoltà dei paesi europei.
Il premio Nobel dell'economia 2008, Paul Krugman, sostiene che Lagarde è un "mistero". Appena nominata alla direzione dell'Fmi, Christine Lagarde, era subito intervenuta sulla Grecia. «Se ho un messaggio da far passare è un appello all'opposizione greca perché raggiunga il partito al potere in un'intesa nazionale. Il destino del paese ne dipende», ha affermato la prima donna alla testa dell'Fmi. Lagarde ha aggiunto: «bisogna che i creditori vadano al capezzale della Grecia, ma bisogna che la Grecia si occupi di se stessa in modo responsabile». Per l'ex primo ministro socialista, Laurent Fabius, «i greci vedranno la differenza tra un direttore socialdemocratico – Dominique Strauss-Kahn - e una direttrice ultra-liberista». L'eurodeputato centrista (MoDem) Robert Rochefort, facendo allusione al fatto che Lagarde non è un'economista (anche se è stata per 4 anni alla testa delle Finanze francesi), si è chiesto: «chi sarà il pilota dell'aereo Fmi?». Rochefort teme che il potere venga concentrato nelle mani del vice-presidente, oggi lo statunitense John Lipsky e, dopo le sue dimissioni previste ad agosto, in quelle del suo successore, David Lipton, un altro statunitense.
Dsk lascia in eredità un Fondo Monetario impegnato per la prima volta nella sua storia in priorità in Europa, che assorbe i due terzi dei suoi programmi: 39 miliardi di dollari stanziati per la Grecia, 35 per il Portogallo, 28,7 per l'Irlanda, 28 per la Polonia, 4,5 per la Romania, oltre a 14,7 per l'Ucraina, 2 per l'Islanda e 1,4 per la Bosnia. Lagarde dovrebbe abbandonare progressivamente questa scelta.
Lagarde si presenta come "liberista temperata". Quando è entrata in politica, nel 2005, nominata al Commercio estero nel governo Villepin, la sua prima uscita era stata di criticare il diritto del lavoro francese, giudicato «pesante, complicato» e «un ostacolo all'assunzione». Lagarde in Francia è considerata una personalità dalla mentalità "anglosassone", cioè poco attenta alla questione dei servizi pubblici. «Un po' dappertutto in Europa, l'Fmi – scrive Libération – dovrebbe suonare il ritiro dello stato». Con il rischio di favorire una spirale di recessione. Dopo il socialdemocratico Dsk, che ha cercato di introdurre una dose di regolazione nel sistema internazionale, sarà una liberista a condurre la riforma del sistema monetario internazionale.

Pubblicato il 

08.07.11..

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