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La guerra del «Sepp»

di

Libano Zanolari
Ne ha fatta di strada il «Sepp» da Visp/Viège prima di essere conosciuto in tutto il mondo con il suo nome Blatter, ed essere ricevuto dai grandi e persino, noblesse oblige per un vallesano, dal Santo Padre. Il «Sepp» che ha giocato in seconda divisione (quand de mème…) detta le regole a Platini e Beckenbauer. Gli italiani lo prendono in giro, sapendo che è stato anche vicino all’hockey su ghiaccio: ma il «Sepp» ha ragione: ha capito che siamo nell’era dello spettacolo e che il gioco deve correre ed essere sempre vivo; e allora basta con il portiere perdi-tempo, basta con i fallacci tattici, basta con la slealtà e l’eccesso di astuzia. Ohibò: tragica beffa del destino: proprio di slealtà, di astuta gestione del potere personale e persino di malversazione e frode vien ora accusato: e addirittura dal suo braccio destro, e vallesano per di più, Michel Zen-Ruffinen. Tu quoque… C’est la vie. Il «Sepp» vuol farsi eleggere una seconda volta presidente della Federazione internazionale di calcio. Chi l’avrebbe mai detto? Noi tutti, noi giornalisti oltre i cinquanta il «Sepp» lo conosciamo da venticinque anni. Ne abbiamo seguito attentamente l’evoluzione: lo ricordiamo in particolare capostampa della Longines: ideale, affabile, ottimo «venditore», poliglotta. Poi il primo salto di qualità: segretario generale del tenebroso satrapo brasiliano di origine fiamminga Joao Havelange. Quindi eccolo eletto al posto del boss, da cui deve aver imparato molto. Chi l’avrebbe detto? Quell’eterno ragazzo, perfetto segretario, svizzero Doc senza essere «petit suisse» nel senso di Brecht; quell’uomo fidato, puntuale, onesto, leale che arrivato al potere ne combina di tutti i colori pur di mantenerlo a tutti i costi… Tu quoque… Che ha fatto di certo il «Sepp»? Ha cancellato (purtroppo) una commissione di inchiesta incaricata d’esaminare certi conti… Motivazione? Rottura del rapporto di fiducia… Ahi, ahi «Sepp»: non si fa. Significa nascondere la coda bruciacchiata nei pantaloni. E prima? Prima il «Sepp» ha sparso qua e là qualche dollaro… Per comprare voti? Giammai: per beneficenza e promuovere il calcio a Trinidad e Tobago. Ha creato una struttura interna alla Fifa ad personam? Ma lo fanno tutti i capi e capetti secondo il principio del Pc e del Cc: che non significa «Personal computer» o «Centro costi» ma «Pappa e ciccia» e «C… e camicia». In barba alla trasparenza ha infine trasformato il nostro ex collega Guido Tognoni da grande accusatore a grande difensore? Ma bravo il «Sepp»: ha recuperato una pecorella smarrita… e gratis. L’ultimo atto (ma corre solo il 12.05.2002 mentre lo scriviamo) è la squalifica di Zen-Ruffinen da parte di una fantomatica «Commissione d’emergenza» gestita da un noto amico di Blatter, l’argentino Grandona: Dürrenmatt, gli svizzeri, ti stanno superando…

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Venerdì 17 Maggio 2002

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