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Così solerti nel pretendere trasparenza da chiunque, i tre quotidiani ticinesi stanno dando vita in questi giorni ad un valzer di mezze verità e di intere bugie che ha dell’incredibile. Il mondo dei media cantonali ne viene fuori maluccio e capovolto. Così tutti spacciano per eroici interventi a difesa del pluralismo d’opinione le proprie operazioni finanziarie-commerciali (tentate o riuscite) che hanno quale unico scopo quello di accaparrarsi il cadavere del GdP e sciacallarne l’indirizzario. Chiericati, che finalmente dava agli abbonati del GdP un giornale leggibile, se ne va. E i comunicati sindacali in cui ci si felicita col Corriere per il sostegno dato al GdP partono dalla redazione del Corriere. L’unico a scrivere cose serie è il quindicinale satirico “Il Diavolo”, che oggi spiega come faceva tecnicamente il GdP vecchia maniera a certificare 5 mila copie in più di quelle che effettivamente tirava. Ora manca solo che il Corriere paghi alla Regione l’affitto per la redazione del GdP. Ma forse non manca più nemmeno questo.

Pubblicato il 

12.03.04

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