È tempo di more, la ruggine già sta trascolorando i castagni insidiati dal cinipide e preannuncia le prime nebbie. La Rosy va su e giù ai bordi della strada, come se aspettasse qualcuno. Adesso si ferma. Tiene le braccia conserte, risentita, con aria da sparviera e controlla le auto gasanti. Volge gli occhi verso la montagna, poi si gira e guarda la pianura lontana. Chi aspetta ?
Ha pantofole rosa con su un gatto  e al collo un altro gatto, sul ciondolo smaltato. Ama i felini; ma lei il gatto in casa non lo vuole, perché se muore la fa soffrire. La depressione ce l'aveva già quando c'era ancora suo marito, morto di enfisema. Lavorava in ferrovia, il marito: e a cinquantaquattro anni l'hanno lasciato a casa. Invece suo padre andava in giro con il camion a portare la birra. Il padre di Rosina, detta Rosy.
A lei piaceva tanto andare alle fontane, le sere d'estate. Seduta sul sedile di pietra che corre lungo il lavatoio antico, stava a contarla su finché c'era luce, con un'altra donna e la gioventù del paese. Ma un giorno arriva uno a dirle:
- Hai settantatré anni o no? E vai ancora alle fontane. Vergogna!
Mentre racconta le viene un po' da piangere. Sulla cantonale passa, in motorino, il ragazzo che fa l'apprendista cuoco in città: - Ciao Rosy.
Ora non va più alle fontane. E anche l'acqua tace, la vasca è secca, ma il pomeriggio splende ancora sui grappoli che maturano.  Un colubro ritardatario guizza nel prato.
Suo padre teneva osteria in paese. Oh, allora sì! C'erano quattro osterie e d'estate si ballava. Adesso la Rosy sta in casa, vede Canale Uno dalle nove fino a mezzanotte perché le piace la musica. Il vicino non viene più a trovarla. E un giorno lei gliel'ha ben chiesto:
- Ma perché una volta venivi in casa e adesso non vieni più?
- Venivo per tuo marito. Tu sei cattiva.
Le guardo le pantofole rosa con i gatti. Mi dice che ha fatto sei operazioni e prende le pastiglie. Di giorno va su e giù per la cantonale, si ferma a guardare le auto, si spinge fino al cimitero. In paese non c'è più niente. Quando esce di casa chiude la porta a chiave, non come una volta… Ha appeso alla pergola d'uva americana un lampione rosso da due franchi, ma non fa luce. Simile a quei lampioni cinesi che si vedono alla tele. Certe volte la Rosy piange sotto il lampione cinese.
Passa l'elettricista, che ha sempre voglia di scherzare:
- Se avevi qualche anno in meno, andavamo  a letto insieme!
- Tu, con la tua negretta !- risponde lei.
Prendo congedo, me ne vado e lei riprende a camminare rimuginando. Forse ricorda i balli delle feste campestri. Si ferma vicino a un paracarro, a braccia conserte. Chi aspetta? Dal tiglio cade una foglia nella fontana vuota.

Pubblicato il 

23.09.11

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