< Ritorna

Stampa

Esteri

La fine del partito mai nato

Renzi decreta la morte del PD e i fuoriusciti si preparano a costituire una nuova forza politica di sinistra, ma manca un progetto

di

Loris Campetti

C’era una volta il Pd, anzi non c’era. È un partito mai nato quello che doveva superare il conflitto che ha diviso (e riempito di senso) l’intero Novecento fino a Tangentopoli. Sarebbe stato un miracolo, un’unione contro natura, fondere in un monstrum i due storici antagonisti, Dc e Pci, sciolti la prima dai giudici e il secondo da una dubbia interpretazione della caduta del muro di Berlino e una squinternata previsione occhettiana: la scomparsa del comunismo segnerà la fine dell’anticomunismo e la sinistra potrà infine occupare la stanza dei bottoni. Quella che illegittimamente è stata chiamata sinistra o più pudicamente centrosinistra ha occupato sì la stanza dei bottoni in alternanza con Berlusconi, ma introiettando i valori della destra e l’anticomunismo.


Il Pd non esiste più, comunque vada a finire la sceneggiata di chi ancora si chiede “mi si nota di più se resto o se me ne vado?”. Tra chi resterà c’è anche chi critica Renzi ma sogna di sfidarlo alle primarie o indurlo a più miti consigli. A decretare la fine del sogno prodiano è stato il rottamatore di idee, l’uomo solo al comando il cui obiettivo era liberarsi di ogni voce critica per procedere indisturbato verso il PdR, libero da radici e identità vissute come catene. E dire che era riuscito a smantellare i diritti dei lavoratori e molto altro, piegando la frammentata opposizione interna; quel che non gli è riuscito è l’omicidio della Costituzione e al referendum che voleva stravincere ha preso una gran sberla, trovandosi contro, con la maggioranza dei cittadini, una parte del suo partito. A cui, in questo scorcio di autunno politico, non concede nulla e calcola i posti liberati dalla scissione alle elezioni (lo dice fuori onda il fedele Del Rio). Sembra non preoccuparlo la perdita del presidente della sua Toscana (Rossi) e di quella possibile della Toscana del sud, la Puglia di Emiliano. Non vede l’ora di liberarsi di Bersani e D’Alema. Di Cofferati, Fassina e Civati si era liberato in anteprima. La Cgil l’aveva già messa al bando e ora l’ex segretario Epifani guida gli “scissionisti”. Renzi pensa di avere con sé il popolo del Pd e di sostituire chi se ne va con nuove sponde a sinistra, l’ex sindaco di Milano Pisapia e gli scissionisti di Sel che non entrano in Sinistra italiana per offrirsi a lui. Il congresso di Sel che ha dato vita a Si ha scelto una rotta antirenziana e anti governativa, poiché Gentiloni è l’ombra stinta di Renzi.


Pensare a un nuovo partito tra chi esce dal Pd (il nuovo gruppo parlamentare potrebbe chiamarsi Nuova Sinistra) e Si, con dentro anche Pisapia e Civati sarebbe un tentativo di riannodare i rapporti con le figure sociali colpite dalla crisi, con il Sud, con gli operai che il Pd ha sostituito con Marchionne e i padroni. Non scontato, però: i fuoriusciti non hanno un progetto e intendono sostenere il governo Gentiloni, essendo gli stessi che per troppo tempo hanno flirtato con quello che Rossana Rossanda, in una lettera al congresso di Sel, continua a chiamare “nemico di classe”. Neppure ha chiarito, la presunta Nuova Sinistra, se la lotta di classe è davvero finita con la vittoria della classe dominante o non è invece più che mai attuale. Un terreno possibile di unità è la battaglia sui referendum della Cgil: uno per l’abolizione dei voucher, il secondo per la responsabilità di filiera dell’impresa committente. Il più importante, per il ripristino dell’art.18, è stato bocciato dalla Consulta.

Pubblicato

Mercoledì 22 Febbraio 2017

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 20 Gennaio 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019