Salute

La diagnosi? Il sistema sanitario sull'orlo del collasso. La cura esiste: «Un finanziamento equo»

Oggi giornata di sensibilizzazione in otto città: la situazione nel settore è peggiorata, a rischio dipendenti e pazienti. «Occorre una allenza con la società civile perché è un problema che tocca tutti»

«Dica trentatré»: lo chiede il medico quando con lo stetoscopio ci controlla il torace per verificare lo stato di salute.
Dite 22 novembre 2023, dite Svizzera e sanità: la diagnosi è grave. E oggi a Basilea, Berna, Delémont, Neuchâtel, Olten, San Gallo, Winterthur e Zurigo il personale sanitario, affiancato anche da Unia, è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione per porre l’attenzione della popolazione su un problema, che richiama la società nel suo insieme, con azioni di flash mob nelle stazioni per chiedere a gran voce un sistema sanitario forte e di qualità.

 

Nelle stazioni delle otto città si stanno compiendo proprio ora azioni di sensibilizzazione e flash mob affinché la questione del sistema sanitario svizzero, sull'orlo del collasso, torni al centro del dibattito pubblico. A due anni dall'adozione dell'iniziativa per cure infermieristiche forti, plebiscitata dai cittadini nel novembre 2021, non è cambiato praticamente nulla.

Anzi, «il problema si è acuito. Ogni mese circa 300 professionisti continuano ad abbandonare gli ospedali e gli istituti di cura in un esodo preoccupante, mentre sono vacanti 15 mila posti nel settore e per l’immediato futuro si stima la necessità di disporre di 70 mila curanti in più (entro il 2027 ) e di ulteriori 54 mila posti letto per il 2040»

Insomma, «le aspettative della popolazione, dopo la riuscita dell’iniziativa per cure di qualità, sono state disattese e le criticità permangono. Il sistema sanitario svizzero, un paese ricco dove la medicina è sempre stata un’eccellenza, è in pericolo: la politica deve reagire immediatamente» commenta Enrico Borelli, co-responsabile del ramo cure di Unia.

 

Insomma, in molti in queste ore, prendendo i mezzi pubblici, saranno stati informati che la diagnosi resta grave. Il personale non solo è allo stremo, ma gli ospedali, mentre la richiesta di posti letto aumenta, licenziano pure infermieri e curanti. A San Gallo settimana scorsa si è tenuta una grande manifestazione, cui hanno aderito 3 mila persone, contro il licenziamento di massa di 440 dipendenti del settore sanitario. In queste condizioni non solo le condizioni di lavoro dei dipendenti non sono più garantite, ma neppure la sicurezza dei pazienti.

 

«Una buona assistenza sanitaria è un diritto inalienabile per ogni cittadino, ed è per questo che vogliamo continuare a fare pressione, a due anni dal voto sull'iniziativa per cure forti. Le condizioni di lavoro degli operatori sanitari sono ancora catastrofiche: carenza di personale, turnover, stress, mancanza di tempo per parlare con i pazienti o semplicemente per prendersi cura di loro» evidenzia Borelli.

 

La diagnosi? Per il sindacalista a situazione è drammatica: «In alcuni ospedali i reparti vengono chiusi e le ore di emergenza ridotte. Il settore  è sottofinanziato. Questa situazione non riguarda, appunto, “unicamente” il personale, ma anche i pazienti e le loro famiglie, che non beneficiano più di un'assistenza di qualità. Penso anche alle persone anziane che hanno il diritto di vivere gli ultimi anni in modo dignitoso in istituti in grado di rispondere ai loro bisogni».


La risposta all’iniziativa per cure infermieristiche forti accettata con decisione nel novembre 2021 da oltre il 60% dei votanti, che chiedeva di rafforzare un settore di estrema importanza per il paese, sta procedendo a rilento. «Bisognava agire subito per fermare l’emorragia, mentre il Consiglio federale sta procedendo a rilento. Il primo pacchetto, relativo alla formazione, entrerà in vigore solo a metà 2024. Per il secondo pacchetto, nel quale saranno determinate le condizioni quadro per il finanziamento delle cure e il miglioramento delle condizioni di lavoro, se ne parlerà addirittura nel 2027... Una prospettiva decisamente troppo lontana, che rischia di trascinare la sanità svizzera in un punto di non ritorno» continua Borelli.

 

Oggi si è gridato: "La sanità è in malattia: abbiamo il rimedio!”, mentre si distribuiva una piccola scatola di medicinali creata per l'occasione: IbuProSoins® Forte. Le istruzioni per l'uso descrivono in dettaglio la patologia del sistema e i rimedi. Queste misure sono state individuate dai sindacati, dalle associazioni professionali e dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità in una dichiarazione congiunta pubblicata a giugno, in cui hanno invitato i Cantoni, i datori di lavoro e la Confederazione ad attuare l'iniziativa e a migliorare il finanziamento del sistema.

 

«La sanità è una colonna portante della società. Lo Stato deve fornire le condizioni quadro. Ci dicono che non ci sono soldi, ma esempi come quello del Vallese, dove i fondi sono stati messi a disposizione, dimostrano il contrario. La soluzione esiste e riguarda un nuovo modo di pensare al finanziamento del settore che va rafforzato» continua Enrico Borelli.

 

Alleanza con la società civile

Occorre intervenire subito, ci ripete ancora Borelli, perché se non riusciamo a migliorare le condizioni di lavoro, il personale non sarà più in grado di fornire un’assistenza di qualità a scapito di tutti. Per raggiungere l’obiettivo «abbiamo bisogno di un approccio globale al problema. Vogliamo sviluppare una strategia di alleanza con la società civile, le associazioni dei pazienti, dei pensionati, di categoria, il mondo scientifico. I sindacati hanno una grande responsabilità, ma è essenziale che i rappresentanti di altri settori siano coinvolti con noi».

 

 

IbuProSoins® Forte: la soluzione

Con 500 mg di misure immediate e 100 mg di finanziamento equo dell'assistenza, Unia propone un trattamento efficace «contro lo stato di emergenza nell'assistenza e per un'assistenza di qualità».

Il bigino delle istruzioni per l'uso:

 

Quando si usa IbuProSoins® Forte?

IbuProSoins® Forte si usa per il trattamento acuto delle seguenti condizioni: stress e sovraccarico di lavoro, troppo poco tempo di riposo e settimane lavorative troppo lunghe, incarichi regolari all'ultimo minuto e piani di turni sbilanciati, troppo poco tempo da dedicare a specializzandi e pazienti, assistenza come se si fosse in una catena di montaggio, assistenza senza stabilire un contatto relazionale con il paziente, stipendio troppo basso.

 

Cosa contiene IbuProSoins® Forte?

Contiene cinque componenti che hanno un effetto immediato. Questi componenti riguardano i salari, le indennità, le ferie, la registrazione delle ore di lavoro e conciliabilità lavoro e famiglia.

 

Cosa devo tenere presente prima di usarlo?

IbuProSoins® Forte sta determinando un cambiamento duraturo nell'atteggiamento dei politici e dei datori di lavoro: invece di concentrarsi sulle misure di riduzione dei costi e sulla redditività, si impegnano a investire in buone condizioni di lavoro che consentano un'assistenza di qualità. La componente principale è un finanziamento equo dell'assistenza sanitaria.

Segue un elenco di misure necessarie, che si conclude con "IbuProSoins® Forte interviene quindi in modo duraturo contro la carenza di personale, le emergenze nell'assistenza e le cure pericolose dovute al sovraccarico di lavoro del personale.

 

 

Pubblicato il

22.11.2023 16:40
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