< Ritorna

Stampa

 

La Svizzera delle disuguaglianze

di

Martino Rossi
A chi sostiene che destra e sinistra sono categorie superate, Norberto Bobbio ha spiegato che destra e sinistra sono ben riconoscibili soprattutto in riferimento all’uguaglianza: valore fondante e principio guida proprio alla sinistra. Per chi fa politica in quest’area è quindi utile riflettere su uno studio recente, ricchissimo di dati ma difficile da riassumere*. Di seguito, segnaliamo alcuni suoi risultati politicamente rilevanti. Nel confronto fra Paesi, la Svizzera appare poco egualitaria nella distribuzione del reddito. I più egualitari sono gi scandinavi, i meno egualitari gli anglosassoni e l’Italia. La sinistra deve insistere: non vi sono automatismi dettati dalla ragione economica; ogni popolo può scegliere il modello di società che gli appare più desiderabile. Dal 1990 al 2001, la disuguaglianza in Svizzera non è aumentata. È un risultato importante: sindacati e sinistra, sia pure sulla difensiva, hanno svolto un lavoro efficace. In questo periodo, le economie domestiche che hanno migliorato di più i loro redditi disponibili sono le più povere e le più ricche. Il primo dato è rallegrante: i celebri principi di giustizia di John Rawls vogliono che la società accordi priorità al miglioramento della condizione dei più svantaggiati. Il secondo riflette anche il fatto, scandaloso, che il patrimonio è iperconcentrato in poche mani: il 10 per cento dei contribuenti detiene il 70 per cento di tutta la sostanza e, quindi, dei suoi redditi. I diritti di proprietà così come difesi dalla destra (pensiamo anche all’abolizione delle imposte di successione) sono un potente fattore di disuguaglianza, che la sinistra non deve cessare di combattere. Questi dati significano anche che il “ceto medio” è effettivamente in difficoltà: il suo reddito disponibile ristagna. Lo Stato incide direttamente sul reddito disponibile delle economie domestiche in due modi: le imposte e i contributi sociali decurtano il reddito lordo; le prestazioni sociali lo aumentano. Negli anni ’90, il saldo è stato leggermente negativo: i redditi lordi sono aumentati un po’ più dei redditi disponibili. Ciò che è particolarmente urtante (alla luce dei principi di giustizia di Rawls) è che, mentre i prelievi fiscali e sociali sono andati di pari passo con i redditi lordi per le famiglie ricche e medie, per quelle relativamente povere la progressione dei prelievi fiscali e sociali ha superato quella dei redditi. In primo luogo, ciò è dovuto ai premi dell’assicurazione malattia non differenziati secondo il reddito e la cui crescita continua penalizza maggiormente i poveri. Le prestazioni sociali hanno però permesso, per ora, di attenuare questo effetto: ma non bisogna abbassare la guardia… * Distribuzione del benessere in Svizzera, Ecoplan, Amministrazione federale delle contribuzioni, Berna 08.06.04

Pubblicato

Venerdì 29 Aprile 2005

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 30 Giugno 2022