La vecchia matrona di Zurigo, la Nzz, è nota per essere non solo di stampo conservatore, ma anche abbastanza maternalista nei suoi giudizi. La sinistra ha già dovuto subire molte "lezioni" e "sermoni" da parte della "vecchia maestra".
Qualche volta però le lezioni vengono impartite anche ad altri allievi-monelli, che operano su altri fronti politici. Proprio settimana scorsa sono state pubblicate alcune statistiche attorno alla delinquenza giovanile nel Canton Zurigo (cfr. anche l'articolo a pag. 5). Il capo della polizia criminale della città sulla Limmat aveva affermato che la criminalità giovanile aumentava in modo significativo presso la popolazione straniera o di cittadinanza svizzera recentemente acquisita. Si è persino inventato un nuovo nome: i cosiddetti "Neu-Schweizer". Ed il capo della polizia arriva ad affermare che si potrebbe pensare ad una espulsione dei giovani criminali dalla Svizzera, come misura aggiuntiva alle pene previste dal condice penale.
La Nzz domenica scorsa e nei giorni seguenti corregge fortunatamente il tiro affermando che le statistiche possono essere lette in vario modo e che una interpretazione credibile arriva al risultato contrario: la criminalità giovanile è in diminuzione in termini assoluti anche se rimane preoccupante.
L'antico giornale di Zurigo ha inoltre ragione sulla lettura corretta del fenomeno: la criminalità relativamente più importante presso la popolazione giovanile straniera è da interpretare non come motivo per giustificare le misure xenofobe propagandate dall'Udc e da uno dei suoi consiglieri federali, ma come segnale dell'insufficienza degli sforzi finora compiuti per "integrare" (nel senso più nobile del termine) questi giovani nella nostra società.
Il lavoro che aspetta tutti noi è ben più complesso della semplice misura atta a mandare qualche pattuglia di poliziotti in più nei cortili delle scuole medie e superiori. Vanno contattati e sensibilizzati i genitori provenienti da regioni vittime di conflitti armati o di guerre civili, parlando la loro lingua e conoscendo la loro mentalità. Prima ancora di volere il nostro passaporto queste popolazioni hanno bisogno di essere riconosciute da noi nella loro diversità e nella loro marginalità.
Usarli a scopo meramente elettorale, interpretando in maniera frettolosa alcune statistiche, non è solo metodologicamente scorretto, ma eticamente inaccettabile. Anche la sinistra è in campagna elettorale e la tentazione del populismo facile è presente anche per lei. La Nzz, nel suo impassibile richiamo alla "oggettività delle cifre" può esserci di sprone nei confronti di un lavoro politico fatto di tanta pazienza ed anche di serietà intellettuale. So che questo messaggio non piacerà a tutti, ma meglio vincere attraverso la convinzione che attraverso fuochi di paglia che, come si sa, durano davvero poco.

Pubblicato il 

16.02.07..

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