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La Lega degli uomini straordinari

di

Flavia Parodi
Non posso, proprio non posso non commentare il cambio di assetto nel Governo ticinese. La destra, quella vera incalza. Evviva. C'è rimasto solo quel poco di rosso che vieppiù trascolora nel verde. Pazienza. Anzi, meglio, visto che anche i verdi per certi versi germogliano volentieri nell'accogliente terriccio leghista.
E finalmente, lo dico rallegrandomi sinceramente, per la prima volta in Svizzera un disabile entra in un Esecutivo cantonale. Infatti i grandi obesi  felici e commossi applaudono all'elezione di Norman Gobbi dal quale si aspettano un importante e resistente sostegno alla propria causa. Appunto lo si vede anche nella stazza che è un uomo coerente. È così per distinguersi dai rifugiati che sono sempre magri ed emaciati, non perché hanno sofferto ma per riuscire a starci tutti nei barconi con cui tentano l'assalto al benessere occidentale di cui Gobbi potrebbe rappresentare la rubiconda effigie.
È imponente nella persona per dimostrare subito alle orde infami di predoni (extra-conunitari e comunitari, zingari e frontalieri) che premono alle nostre frontiere che è lui stesso il muro per niente metaforico contro cui si sfracelleranno. Lui, uomo dell'esercito dalla divisa extra-large, ci difenderà dai pericoli esterni, non con le armi convenzionali di leggi che non può e non vuole capire ma subito mettendo in pratica i proclami del Mattino.
Ah, il Mattino della domenica! Che bello sentire l'urlo primordiale leghista che è riuscito a imporsi sul titubante chiacchiericcio della scena politica ticinese.Con la forza della sua semplicità, delle soluzioni prêt-à-porter per ogni stagione che sia di bassa o alta congiuntura. E non sono solo vuoti slogan elettorali: quello che il gigantesco Nano dichiara, si realizza.
Sì, lo so, qualcuno forse ha mugugnato un po' perché alla fine nessuno dei due consiglieri di Stato leghisti ha accettato di dirigere il Dipartimento delle finanze ed economia. La Lega è con il popolo quindi non può fare cose che al popolo non piacciono, tipo tassarlo o decidere sgradevoli tagli di spesa. E poi che senso aveva promuovere quella simpatica iniziativa per gli sgravi fiscali se ci fosse stato un direttore leghista alle finanze? Cosa ci scrivevano sugli scatoloni al posto del "gnè-gnè-gnè"? Borradori non tagliare solo nastri? E poi tolti gli attacchi a Laura Sadis, cosa rimane da scrivere sul Mattino? E se le colonne del Mattino rimanessero miseramente vuote cosa leggerebbero i ticinesi alla domenica? Come farebbero a informarsi?
Tutto questo ci porta a dire che è stato giusto così. E tante volte bisogna anche avere il coraggio di essere vigliacchi.
Comunque rimane il fatto che per il Ticino c'è stata una svolta epocale con questo cambio della maggioranza relativa in Governo. Nulla sarà più come prima. Lo ha detto subito il Nano cantonale: adesso comandiamo noi! Ossia, parafrasando il motto di quell'Obama (al quale il nostro Gobbi farebbe il verso della scimmia): «ahè, a pòdum!».

Pubblicato

Venerdì 6 Maggio 2011

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