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L'opposizione? Cos'è?

di

Sergio Savoia
Mentre dovrebbe discutere della legge sul conflitto d’interesse e sul nuovo consiglio d’amministrazione della Rai, la sinistra sceglie di impazzire come una maionese. Si passa indifferentemente dall’urlo di Nanni Moretti, al miagolio di Diliberto, passando per il girotondo attorno al Palazzaccio, il vecchio palazzo di giustizia della capitale. Di fronte al pittoresco spettacolo di una forza di opposizione che ha scelto di suicidarsi nel modo più ridicolo possibile Berlusconi dovrebbe mostrare una certa gratitudine. Invece l’uomo gironzola per l’Europa mostrando le corna e togliendosi le scarpe per mostrare di non avere il doppio tacco nascosto dentro. Non vorrei sembrare nostalgico, ma mi piacerebbe tornare ai tempi di Berlinguer. Allora sì che le manifestazioni della sinistra facevano paura o scaldavano il cuore, a seconda delle posizioni. Il Pci portava mezzo milione di persone in piazza e, alla fine del corteo, non c’era una carta in giro perché il Pci aveva un servizio d’ordine più efficiente di quello dello stato. Lo stesso valeva in Parlamento. Quando il Pci parlava la camera ascoltava. Perché era una formazione politica autorevole, che non faceva sconti. In un certo senso era uno stato dentro lo stato. Adesso invece la sinistra è uno stato pietoso dentro un altro stato pietoso. Tutto quel che dovrebbe fare, la sinistra italiana, è fare la sinistra. Anzi, più precisamente, fare l’opposizione. Ma il centro-sinistra è troppo preoccupato ad accreditarsi come forza «responsabile», per essere quell’implacabile forza di opposizione di cui l’Italia ha disperatamente bisogno. In Inghilterra, le cui credenziali democratiche non hanno bisogno di essere accertate, esiste «l’opposizione di sua maestà», il che non impedisce alla minoranza di essere carogna, inflessibile e dura come dev’essere l’opposizione. Personalmente non credo che la sinistra abbia bisogno di un taumaturgo proveniente dal mondo della celluloide e nemmeno di girotondi attorno ai palazzi di giustizia. Ha semplicemente bisogno di tornare a fare quel che un’opposizione, specialmente se di sinistra, deve fare: opporsi. Con cieca determinazione, con la visione, e con la pazienza. E senza lasciare carte in giro. Un po’ come faceva il Pci…

Pubblicato

Venerdì 1 Marzo 2002

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