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L’integrazione è autonomia sociale e indipendenza professionale

di

Valeria Canova

Il 1° maggio 2019 la Confederazione e i Cantoni hanno introdotto l’Agenda integrazione svizzera (Ais), elaborata per agevolare l’accesso dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente al mondo del lavoro e facilitare il loro inserimento nella società.


In Ticino la prima fase di integrazione viene organizzata presso i centri collettivi gestiti da Croce Rossa Svizzera, dove le persone partecipano a corsi di italiano e a moduli formativi volti all’acquisizione degli strumenti necessari per orientarsi nella vita quotidiana. Una volta acquisite queste prime competenze, le persone possono trasferirsi in appartamento. Qui inizia la seconda fase di integrazione, gestita da Sos Ticino e organizzata tramite l’accompagnamento all’utenza da parte dei nostri servizi sociali presenti sul territorio cantonale. Le attività di consulenza permettono di proseguire il percorso, di tipo professionale, formativo o sociale, iniziato con l’arrivo nel nostro cantone e mirato al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi fissati dall’Ais. Le misure di integrazione offerte agli utenti, mirate all’acquisizione e allo sviluppo di competenze professionali e personali, si inseriscono nella strategia cantonale della Sezione del sostegno sociale, e vengono proposte sviluppando un progetto individuale di integrazione volto ad accompagnare la persona verso l’autonomia sociale e l’indipendenza professionale.


Dal nostro punto di vista il tempo trascorso dall’entrata in vigore dell’Ais non permette ancora di valutare il reale miglioramento dell’integrazione dei migranti nel mondo del lavoro e nella società, così come nemmeno l’effettiva riduzione della loro dipendenza dall’aiuto sociale, considerata soprattutto la situazione pandemica che ha sospeso molti progetti individuali in corso.


L’Ais ha però sicuramente permesso di implementare in modo precoce le attività di prima informazione e orientamento nella nostra realtà, già poco dopo l’arrivo delle persone nel nostro cantone, riconoscendone il potenziale individuale e fornendo da subito la possibilità a tutti di frequentare dei corsi di lingua italiana.


La gestione continuativa dei casi richiesta da questa agenda ha reso inoltre indispensabile la riorganizzazione dei processi lavorativi degli enti che in Ticino si occupano di integrazione, dando la possibilità ai rifugiati e alle persone ammesse provvisoriamente di essere accompagnati e sostenuti da specialisti.


Se nuovi importanti progetti sono stati introdotti, soprattutto rivolti ai giovani e al recupero delle loro competenze di base, ancora bisogna lavorare per coloro che necessitano di ulteriori offerte d’integrazione: donne con famiglia a carico, fascia over 40 e pubblico in situazione di fragilità.


Molto positiva si è rivelata l’attivazione di associazioni e volontari presenti sul territorio, ma occorre a nostro avviso potenziare la promozione di progetti locali, collaborando maggiormente con i Comuni per migliorare la partecipazione alla vita associativa e gli scambi con la popolazione locale, al fine di raggiungere una maggiore coesione sociale.

Pubblicato

Mercoledì 12 Maggio 2021

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