Società

L’integrazione attraverso lo sport

È risaputo che lo sport, oltre ad essere uno strumento di benessere psicofisico e di prevenzione, rappresenta anche un potente veicolo di inclusione, di partecipazione e di aggregazione sociale. Facilita inoltre l’integrazione dei migranti e sostiene il dialogo interculturale. In quest’ottica e da diversi anni ormai, SOS Ticino conduce un progetto denominato “Sotto lo stesso sole” il cui obiettivo è proprio quello di promuovere l’integrazione attraverso lo sport. È un progetto che nasce a cavallo del nuovo millennio dall’iniziativa spontanea e volontaristica di un gruppo di collaboratori e di utenti dei servizi della nostra Associazione che avevano dato vita ad una squadra di calcio composta da giovani con passato migratorio.


Dal 2010 questo progetto ha conosciuto un’importante evoluzione e un progressivo ampliamento delle attività sportive proposte che oggi, oltre al calcio, coinvolge altre discipline sportive, quali il nuoto, la corsa, il ciclismo e tutto ciò grazie al finanziamento della Sezione del sostegno sociale. Ma è sulla squadra di calcio di SOS Ticino che vorrei soffermarmi in questo contributo perché negli scorsi mesi ha avuto modo di partecipare ad un evento di un certo rilievo. Tutto ha inizio durante i mondiali di calcio del 2022 quando la squadra, insieme agli animatori e ai responsabili del progetto, si ritrova in un esercizio pubblico per assistere alla partita tra Svizzera e Brasile. In quell’occasione è presente la Fondazione “Svizzera per l’UNHCR”, istituita dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati per sostenere e promuovere il lavoro dell’organizzazione in Svizzera e nel Liechtenstein, e il suo Executive Delegate per la Svizzera italiana, Leandro Sugameli, che aveva manifestato un forte interessamento dell’UNHCR per le nostre attività di integrazione attraverso lo sport. Quella sera, per i ragazzi della squadra di calcio, vi sarà la prima grande sorpresa. Alla sessione di allenamento, svolto dopo il termine della partita dei mondiali, era infatti presente Cesc Fàbregas, giocatore di calcio spagnolo, campione europeo e mondiale con la nazionale spagnola che si è messo a disposizione per una sessione di allenamento.

 

Ma la sorpresa più grossa, grazie all’intermediazione di Sugameli, è stata quella di ricevere un invito dalla FIFA, la Federazione internazionale di calcio, nel suo quartier generale a Zurigo, lo scorso mese di giugno. Una giornata memorabile e indimenticabile, quasi una rarità per una piccola e modesta squadra di calcio di migranti, ricca di emozioni ma anche di insegnamenti, nel corso della quale i nostri ragazzi hanno potuto visitare il museo della FIFA, partecipare ad una sessione di allenamento sui campi dell’organizzazione insieme al responsabile degli allenatori della Federazione e terminare con un incontro con i suoi dirigenti. La FIFA ha inoltre voluto omaggiarli regalando loro delle scarpe da calcio. L’emigrazione non è quindi caos, emergenza e delinquenza, come da qualche tempo viene dipinta dai politici nazionalisti nostrani, ma è soprattutto un’esperienza arricchente per tutte le parti in gioco, come la squadra di SOS Ticino ha voluto testimoniare.

Pubblicato il

14.09.2023 13:44
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