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L'identità socialista

di

Martino Rossi

Ci chiediamo, e ci chiedono, cosa significhi essere socialisti oggi. Il Ps francese proverà a rispondere il prossimo 14 giugno approvando una "Dichiarazione sui principi", la quinta dal 1905. Non un programma, ma una "carta d'identità" dei socialisti, una carta dei valori del Ps. Un esercizio sterile? Una serie di banalità scontate? Non crediamo. Anche se leggendo quel testo non si scopre l'America, esso serve a ricordare da dove veniamo, chi siamo, dove vogliamo andare. Non serve a vincere le elezioni rincorrendo l'"aria del tempo", ma a riconoscersi in un percorso che abbia un senso. Il Ps, si legge in quel testo, "non considera mai i rapporti di forza di un momento come immutabili e insuperabili".
Quali le radici? Il Ps le identifica "nella tradizione dell'umanesimo e nella filosofia dei Lumi". Quindi, nel diciottesimo secolo, in quella rivoluzione culturale contro il vecchio mondo sfociata nella rivoluzione francese (e in quella americana). Ragione contro fede, diritti individuali, libertà contro asservimento, democrazia contro aristocrazia, "libertà, uguaglianza e fraternità". Roba vecchia, si potrebbe dire, ma quanto moderna al cospetto dei nuovi fondamentalismi religiosi, delle nuove aristocrazie economiche, dei nuovi despoti, dei privilegi crescenti di pochi eletti. Il PS si riconosce figlio dell'incontro fra quel pensiero critico e l'azione del movimento operaio nei due secoli seguenti. Si definisce "partito popolare ancorato nel mondo del lavoro" – non più, quindi, nella classe operaia – che "vuole riunire tute le culture della sinistra" perché "non si rassegna alle divisioni della storia".
Quali i valori, le finalità essenziali? "L'emancipazione completa della persona e la salvaguardia del pianeta": la seconda è ora indissociabile dalla prima. Non è una scoperta, ma un'affermazione forte, che non era ancora tale nelle precedenti "carte d'identità". Altra combinazione indissociabile: "uguaglianza e libertà". Esse non sono date dal funzionamento spontaneo dell'economia e della società, ma dalle scelte collettive, tramite la regolazione dello Stato democratico e dei contratti fra partner sociali. Il "progresso" è sempre un valore, ma che cos'è? Risposta semplice: "È sinonimo di miglioramento della vita umana". Non è riducibile, quindi, al progresso economico, scientifico, tecnologico. La conoscenza, l'educazione, la ricerca e la cultura sono il suo motore, purché le tecnologie, soprattutto nell'ambito della genetica, siano soggette al "principio di precauzione", che permette scelte collettive in merito ai rischi, all'utilità delle innovazioni e alla legittimità del loro utilizzo. Il nuovo per il nuovo, dunque, non è un valore per i socialisti.
I due capitoli seguenti della "Dichiarazione sui principi" declinano "gli obiettivi per il XXI secolo" e le caratteristiche del Partito socialista, che scaturiscono in modo coerente dalle finalità essenziali. Benché sintetici, non possiamo riassumerli, ma il testo è facilmente reperibile sul sito del Ps francese: www.parti-socialiste.fr/. Buona lettura.

Pubblicato

Venerdì 6 Giugno 2008

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