L'Inps e, per esso, l'Istituto di Credito delle Banche Popolari Italiane (Icbpi) che è l'Istituto bancario italiano abilitato al pagamento delle pensioni Inps all'estero, deve aver fatto proprio il vecchio adagio "Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!". Altrimenti non si spiega perché, per accertare l'esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all'estero, l'Inps e, per esso, l'Icbpi non abbia continuato ad avvalersi anche all'estero del collaudato sistema del "Certificato di esistenza in vita". No, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, e quindi in tutto il mondo centinaia di migliaia di pensionati Inps dovranno attestare la loro esistenza in vita recandosi personalmente ad incassare un rateo mensile di pensione presso uno sportello della Western Union (una importante società americana  specializzata nella trasmissione di denaro in ogni parte del mondo, anche nei Paesi più sperduti). Poi, per i ratei mensili successivi, verrà ripristinato il pagamento della pensione secondo le consuete modalità scelte dal pensionato.
Questo straordinario accertamento dell'esistenza in vita è stato impostato in tre fasi: nel mese di maggio (la prima) la verifica ha già interessato oltre centomila pensionati residenti nel continente americano; nel mese di giugno (la seconda) riguarda i pensionati residente in Africa, Asia, Europa e Oceania (pertanto anche migliaia di pensionati Inps residenti in Svizzera); nel mese di luglio (la terza) interesserà i pensionati in tutto il mondo per i quali il pagamento avviene semestralmente.
Ora possiamo anche immaginare che l'Inps e, per esso, l'Icbpi abbia avuto dei validi motivi per introdurre questa novità nell'accertamento dell'esistenza in vita dei suoi pensionati all'estero come, per esempio, un'alta percentuale di pensioni pagate a dei beneficiari già defunti? Può essere! Tuttavia, come altre volte in passato, l'Inps e, per esso, l'Icbpi ha messo in atto precipitosamente una decisione senza consultarsi minimamente con le organizzazioni di patronato attive all'estero e con il Ministero degli Affari Esteri per una preventiva verifica dell'attuabilità di questo tipo di accertamento. Dall'altro lato si è fatto partire questo mastodontico accertamento senza che vi sia stato il tempo per una diffusa informazione agli interessati (pensionati) ed alle strutture (patronati ed Uffici consolari) coinvolte nell'accertamento.
Cosa impediva che l'accertamento venisse annunciato alcuni mesi prima, affinché tutti i pensionati all'estero avessero il tempo per essere informati e consigliati sugli adempimenti da seguire? Ricordiamo che i pensionati Inps residenti in Svizzera coinvolti dall'accertamento, in caso di necessità, potranno rivolgersi all'ufficio più vicino del patronato Ital-Uil, o telefonare alla sede nazionale svizzera: 032 3228307.

Pubblicato il 

10.06.11..

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