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L'ennesima pillola amara

di

Claudio Carrer
Pascal Couchepin si presentò nel 2003 come il ministro della sanità che nel giro di qualche anno sarebbe riuscito a frenare l'aumento dei costi della salute e di conseguenza l'esplosione dei premi dell'assicurazione malattie. Oggi è chiaro a tutti che il consigliere federale liberale-radicale ha completamente mancato il suo obiettivo: quasi tutte le misure da lui imposte (spesso in modo autoritario attraverso lo strumento dell'ordinanza e dunque senza l'avallo del Parlamento) si sono rivelate inutili allo scopo dichiarato e penalizzanti per coloro che hanno la sfortuna di ammalarsi.
In effetti, sono proprio i malati che regolarmente vengono chiamati alla cassa: una volta attraverso gli aumenti della franchigia minima obbligatoria (da 230 a 300 franchi) e della partecipazione ai costi,  un'altra con la penalizzazione di coloro che non hanno l'accortezza di farsi prescrivere dal medico solo farmaci generici. Ora Couchepin, richiamandosi al principio della cosiddetta "responsabilità individuale", propone addirittura una tassa di 30 franchi per ogni consultazione medica.
Una misura che andrebbe a colpire in particolare i malati cronici e le persone meno abbienti e che moltiplicherebbe i casi di diagnosi tardive e, alla fine, porterebbe ad un aumento dei costi. Il pacchetto di riforma legislativa che il ministro della sanità sottoporrà al Parlamento nelle prossime settimane (dopo una procedura di consultazione lampo, assai discutibile dal punto di vista della democrazia) prevede pure l'istituzione di un servizio "gratuito" di consultazione medica telefonica gestito dalle casse malati che consigli l'assicurato sull'opportunità di sottoporsi eventualmente ad un controllo più approfondito. A parte il fatto che  verrebbe comunque finanziato con i premi pagati dagli assicurati, questo sistema di "telemedicina" conferirebbe agli assicuratori ancora più potere di controllo sulla nostra salute e sul nostro consumo di prestazioni sanitarie.
Con queste proposte, Couchepin va ancora una volta ad intaccare il principio della solidarietà tra sani e malati, uno dei pilastri su cui si regge la Legge sull'assicurazione malattie. A lui, del resto, interessa soltanto impedire in modo artificiale che nel 2010 i premi crescano (come preannunciato) di oltre il 10 per cento. E se non riuscisse a somministrare al Paese l'ultima pillola amara prima della sua partenza dal Consiglio federale, potrà sempre dire che non è colpa sua.

Pubblicato

Venerdì 15 Maggio 2009

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