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L'economia mondiale e il teorema di Otto Luttrop

di

Paolo Riva
Al termine del recente incontro fra i ministri delle finanze e dell’economia del G8, sono rimasto non poco perplesso nel sentire la dichiarazione finale di coloro che, di fatto, sono otto fra le persone più influenti nel panorama economico mondiale. Riassumo per chi se la fosse persa: l’umanità si trova di fronte ad un momento che raramente è stato più propizio per l’economia. Riesco a vedere le vostre facce perplesse, almeno quanto la mia, e il grosso punto interrogativo che si forma di fronte a una dimostrazione tanto palese di interpretazione discorde della realtà. Di sicuro in queste riunioni di alto livello si mangia e si beve bene, e il sospetto è che questa volta si sia un po’ ecceduto, soprattutto con vini e superalcolici. Oppure possono aver fatto il loro ingresso sostanze stupefacenti allucinogene, che di solito però queste persone al limite combattono, ma comunque non usano. Messe da parte le ipotesi di una decadenza dei costumi di cotante eminenze grigie dell’economia mondiale, non resta che cercare di avanzare congetture un po’ più sensate circa le origini di questa visione del momento congiunturale, apparentemente tanto distanti da quella del volgo. Faccio un salto spazio-temporale, e vado a citare un calciatore tedesco che dalle nostre parti ebbe grande popolarità: Otto Luttrop. Costui divenne celebre come allenatore, anche per una sua visione delle crisi, secondo la quale, una volta toccato il fondo non si può che risalire. Così Luttrop rincuorava i tifosi di fronte alle serie negative, e analogamente così i ministri del G8 sembrano volerci spiegare l’attuale momento del ciclo economico. In sostanza non ci stanno prendendo in giro, ci stanno dicendo che prezzo del petrolio, disoccupazione, concorrenza sleale e affini non sono che elementi avversi che contribuiranno al nostro globale arricchimento futuro. Nel frattempo è giusto precisare che il Signor Luttrop si è reso conto che la sua affermazione non aveva valore universale, e che una volta raggiunto il fondo restano comunque due opzioni: risalire o cominciare a scavare. Lui che aveva la responsabilità di una ventina di giocatori lo ha capito, purtroppo coloro che decidono le sorti del mondo non si sono ancora decisi ad imitarlo. A quando un discorso che serva a risolvere i problemi invece che a farsi rieleggere? Forse a dopo che un cammello...

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Venerdì 28 Maggio 2004

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