Leggo su "Azione" dell'8 agosto un interessante articolo sulle cause della penuria d'alloggi in Svizzera. Il giornalista riporta alcuni dati riferiti alla crescita della popolazione e all'insufficiente aumento del parco alloggi del nostro Paese. Si ritiene che manchino dai 5 mila ai 10 mila alloggi per soddisfare i bisogni della popolazione, che anche grazie alla libera circolazione delle persone è in costante crescita.
Si sofferma poi sulle diverse interpretazioni del fenomeno date da esponenti politici, esperti del settore immobiliare e dagli inquilini.
Le letture e le soluzioni sono ovviamente diverse.
Da una parte c'è chi attribuisce la penuria di alloggi alla scarsa attrattività del mercato immobiliare e alla presenza massiccia di stabili costruiti da cooperative o da enti pubblici, che limitano verso il basso gli affitti e fungono da calmiere.
Dall'altra, al contrario, si auspica un aumento di alloggi a pigione accessibile.
Va detto subito che quando si parla di troppi alloggi in mano al settore pubblico, ci si riferisce a realtà molto lontane da quella ticinese, si pensi ad esempio a Zurigo, dove il 75 per cento della popolazione vive o in casa propria, o in cooperative e ancora in stabili costruiti da enti pubblici.
Una situazione che noi potremmo tranquillamente definire "da sogno". In Ticino l'abbiamo detto più volte anche da queste colonne, e chiunque guarda dalla finestra se ne accorge, si costruisce molto, ma l'offerta di alloggi accessibili alla classe meno fortunata, ma anche al ceto medio, è sempre più ridotta. Eppure come detto, da noi la presenza di edilizia pubblica è ridotta e quindi non concorre a limitare le pigioni, che rimangono sempre troppo alte, quando al contrario i salari sono minacciati anche grazie alla massiccia svalutazione dell'Euro. E se le entrate nelle tasche dei cittadini saranno ridotte, il caro affitto peserà ancora maggiormente sul bilancio delle famiglie. L'attuale situazione economica e finanziaria conferma l'importanza di riflettere sugli interventi concreti da attuare, primo fra tutti l'impegno dello Stato a sostegno dell'edilizia di utilità pubblica.
Il presidente cantonale della Catef, sull'ultimo numero di Economia fondiaria, commentando le prossime elezioni federali, parla di "ritorno del tema dell'alloggio", da parte dei partiti. Secondo noi questo tema avrebbe dovuto avere ed ha tutt'ora un'indiscussa centralità. Anche a livello federale non mancano le possibilità d'intervento, pochi invece i rappresentanti del popolo che promuovono e sostengono misure dirette o indirette che possano aiutare cittadini e inquilini in perenne difficoltà.

Pubblicato il 

09.09.11

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