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L’Italia, Paese di rimberlusconiti

di

Dino Nardi
In ogni Paese tra quelli a democrazia consolidata se un politico, oltretutto con importanti incarichi istituzionali, fosse stato coinvolto, sia pure nella sua vita privata, in vicende boccaccesche – compleanni di ragazzine minorenni, veline candidate nel parlamento italiano e europeo, escort (ovvero un termine moderno per definire quelle che in passato venivano chiamate squillo), ecc. ecc. – come quelle recenti del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, per non parlare delle altrettanto preoccupanti vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto in questi ultimi lustri, l'opinione pubblica e lo stesso suo partito (sic!)  l'avrebbero certamente costretto a dimettersi dall'incarico se non ad uscire definitivamente dalla politica.
In Italia, un Paese tutto sui generis, non solo questo non avviene (e, in verità, non è avvenuto neppure in passato con altri politici pure implicati in fatti analoghi) ma si viene addirittura premiati dagli elettori. Non solo. Anche la stessa Chiesa cattolica che, tramite la Conferenza episcopale italiana (Cei), è sempre pronta a fare le pulci a chi tiene dei comportamenti eticamente riprovevoli e comunque contrari ai dettami della religione cattolica, in questo caso è stata per lungo tempo estremamente timida (in controtendenza solo il settimanale cattolico Famiglia Cristiana). Tanto timida da suscitare la reazione indignata di alcuni prelati che hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente questo assordante silenzio della Cei, ovvero dei vescovi italiani. Come, per esempio, Don Paolo Farinella, parroco di San Torpete (Genova), un prete con lauree in teologia biblica e scienze bibliche e archeologiche, autore di diverse pubblicazioni e che ha studiato lingue orientali all'Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. Don Paolo Farinella ha scritto una lettera aperta molto forte nei toni al Cardinale Angelo Bagnasco, vescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (pubblicata anche da alcuni quotidiani italiani e diffusa soprattutto in internet come, per esempio, dal settimanale online Domani: www.domani.arcoiris.tv).
Con tutta probabilità è proprio grazie ad interventi come questo di Don Paolo Farinella, ma non solo, se in queste ultime settimane alcuni vescovi ed i periodici di diverse diocesi italiane e, financo, la stessa Cei hanno cominciato a prendere una dura e ferma posizione sulle vicende del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e sul degrado morale in cui sta sempre più sprofondando il Paese. Lo stesso direttore del quotidiano dei vescovi, l'Avvenire, è intervenuto pesantemente per criticare i comportamenti libertini del Cavaliere che provocano «disagio e sofferenza» alla Chiesa.
Una reazione attesa da molti e certamente condivisa dal mondo cattolico, tuttavia tardiva poiché, molto probabilmente, ha evitato al premier Silvio Berlusconi ed al suo partito di pagarne un prezzo politico nelle recenti elezioni amministrative ed europee. Ovviamente, come dice un vecchio proverbio, meglio tardi che mai!

Pubblicato

Venerdì 11 Settembre 2009

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