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L’Inps controlla il reddito dei suoi pensionati

di

Dino Nardi
Dopo una prima verifica già avvenuta nel 2003, l'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (Inps), ossia l'Avs italiana, sta nuovamente verificando in queste settimane la situazione reddituale di ben 228 mila suoi pensionati residenti all'estero. Tra questi vi sono anche 6 mila 962 pensionati italiani residenti in Svizzera. Si tratta di titolari di una pensione italiana che beneficiano di un importo di pensione comprensivo di quote di maggiorazione sociale, oppure di prestazioni aggiuntive legate a determinati limiti di reddito (integrazione al trattamento minimo, assegni per il nucleo familiare, ecc.). Questi 6 mila 962 pensionati italiani residenti in Svizzera hanno già ricevuto, o stanno ricevendo in questi giorni, dall'Inps una busta contenente il modello Red/Est/2004/2005 che dovrà essere compilato e restituito all'Istituto previdenziale italiano entro sessanta giorni. Gli interessati dovranno verificare la loro situazione familiare indicata nel modello ed eventualmente aggiornarla e dichiarare tutti i loro redditi prodotti sia in Italia che all'estero negli anni 2004 e 2005. Per la compilazione del modello e la sua restituzione all'Inps i pensionati potranno avvalersi dell'aiuto  della rete consolare e, soprattutto, dei patronati italiani (Ital-Uil, Inca-Cgil, ecc.) che, oltre ad avere una specifica professionalità in materia previdenziale, come già avvenne nella precedente campagna del 2003, in virtù di un apposito accordo tra Inps e Patronati, anche in questa occasione potranno inviare il citato modello Red all'Inps per via telematica senza perdita di tempo. Da tenere in considerazione che il modello Red dovrà comunque essere restituito all'Inps in ogni caso, ovvero anche in assenza di altri redditi diversi dalla pensione italiana ed anche qualora il pensionato non intenda dichiarare i suoi redditi all'Inps (in quest'ultimo caso perderà, evidentemente, le prestazioni economiche legate al reddito).
C'è, altresì, un problema legato al rispetto del termine dei sessanta giorni per rispondere all'Inps. Infatti il periodo scelto dall'Inps per far partire questa verifica reddituale, che riguarda 228 mila pensionati italiani sparsi in ogni continente, è stato certamente alquanto infelice poiché coincide con le tradizionali ferie estive di quanti risiedono nell'emisfero nord del globo come, appunto, nel caso dei pensionati italiani che vivono nella Confederazione. Se a questo si aggiunge, poi, il fatto che i pensionati italiani in Svizzera non avendo impegni di lavoro, generalmente, approfittano del periodo estivo per recarsi in Italia nel paese di origine e trattenervisi per diverse settimane, è facile immaginare che molti di loro troveranno il plico dell'Inps al rientro in Svizzera con tempi molto stretti per poter restituire il modello Red entro i previsti sessanta giorni. Urge, pertanto, una proroga di questo termine di ulteriori trenta giorni affinché tanti pensionati non incorrano nel rischio di vedersi sospendere dall'Inps il pagamento del supplemento di pensione legato al reddito. Di questo problema dovranno, quindi, farsi carico immediatamente i rappresentanti istituzionali degli italiani all'estero e cioè i Comites, il Cgie e gli stessi parlamentari italiani eletti nella Circoscrizione Estero.

Pubblicato

Venerdì 25 Agosto 2006

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