< Ritorna

Stampa

 

Italiani & italofoni

di

Dino Nardi
La Svizzera è stata storicamente un Paese che ha sempre attratto l’emigrazione italiana. Basti pensare che già all’inizio del Novecento la comunità italiana nella Confederazione superava le centomila unità. Ma solo dopo l’ultimo Dopoguerra cominciò il boom dell’emigrazione italiana in Svizzera che, alla fine degli anni Sessanta, raggiunse quasi il milione di persone tra stagionali, annuali e domiciliati ai quali si aggiungevano, poi, decine di migliaia di frontalieri. Era l’epoca in cui in Svizzera il termine “straniero” era, praticamente, sinonimo di “italiano” e viceversa! Da allora vi è stata una inversione di tendenza ed assistiamo, ormai, anno dopo anno, ad un continuo calo numerico della comunità italiana. Causa le mutate condizioni economiche, da un lato, dell’Italia che negli ultimi decenni è arrivata ad essere uno dei Paesi più industrializzati del mondo diventando, a sua volta, Paese di immigrazione e, dall’altro, della Confederazione che ha cominciato a conoscere, anch’essa, delle ricorrenti crisi economiche che hanno contribuito a frenare la richiesta di manodopera straniera ed a rendere meno attraente il lavoro in questo Paese. Quantomeno per i cittadini italiani e dell’Unione Europea in genere. Ciò nonostante la comunità italiana in Svizzera, con 310’000 persone, è tuttora la più numerosa nella Confederazione e senza considerare le decine di migliaia di doppi cittadini italo-svizzeri e gli oltre trentamila lavoratori frontalieri. Una comunità che oggi svolge un ruolo importante nella società elvetica, che è sempre meno ritenuta “straniera” e che, indubbiamente, ha rinforzato e reso più importante nella Confederazione, fagocitata dalla cultura e dalla lingua tedesca (o meglio dallo “Schweizerdeutsch”), non solo la cultura latina ma sopratutto la lingua italiana. Lo dimostra l’attenzione che riscuotono oltre Gottardo i programmi della radio e della televisione ticinesi, ma anche il successo che, nella Svizzera tedesca ed in quella romanda, continuano ad avere sia la scuola italiana che i corsi di lingua e cultura italiana. Infatti nella sola circoscrizione di competenza del Consolato Generale di Zurigo (che, oltre il Cantone di Zurigo, annovera quelli di Glarus, Lucerna, Nidwaldo, Obwaldo, Sciaffusa, Svitto, Zugo, Uri) vi sono strutture scolastiche italiane (con proprie sedi nella città sulla Limmat) come quelle, a livello elementare e medio, della Casa d’Italia, del Liceo Vermigli e del Liceo (italo-svizzero) Artistico, che, complessivamente, sono frequentate da circa trecento studenti. Mentre negli oltre quattrocento corsi di lingua e cultura italiana della circoscrizione, a livello elementare e medio, vi partecipano 5’000 bambini e ragazzi italiani di terza generazione (15’000 nell’intera Confederazione) che, certamente, sono una garanzia per il futuro della presenza della cultura e della lingua italiana in questo Paese. Senza poi dimenticare l’effetto traino che ha questo mondo di italianità nel risvegliare l’interesse sempre più crescente che dimostrano anche i giovani svizzeri romandi e tedescofoni per lo studio della lingua di Dante.

Pubblicato

Venerdì 13 Settembre 2002

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 65.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Venerdì 18 Novembre 2022