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"Infallibile" cattiva maestra televisione

di

Alberto Bondolfi
Le abbuffate natalizie e pasquali della mia infanzia sono sempre legate al ricordo dell’ascolto radiofonico prima e televisivo poi della benedizione papale “urbi et orbi”. Ora piazza San Pietro è in genere assente dalle mense della mia famiglia. Domenica scorsa però sono stato involontariamente confrontato con lo scenario familiare sopra citato poichè i vari telegiornali d’Europa hanno mostrato Giovanni Paolo II alla finestra mentre un lettore recitava l’Angelus. I media di mezzo mondo hanno voluto mostrare un papa che dovrebbe apparire “ristabilito” dopo il suo ultimo ricovero all’ospedale. Fatico alquanto ad accettare la cosiddetta infallibilità del papa (e non è questo il luogo per spiegarne le ragioni....) ma ancora di più fatico ad accettare quella della televisione! Sembra che l’effetto immediato di questa apparizione, che voleva essere tranquillizzante, sia stato contrario alle intenzioni di qualche portaparola vaticano. Il papa è apparso infatti allo stremo delle sue forze ed in balìa dei suoi accoliti che ne anticipano ed accompagnano ogni gesto. Non è mia intenzione commentare qui la situazione di salute fisica e psichica dell’attuale vescovo di Roma. Tutti i media che si rispettano hanno i loro “vaticanisti” e lascio loro volentieri questo compito. A me preme attirare l’attenzione dei lettori e delle lettrici di area sul potere delle immagini televisive. Quest’ultime parlano indipendentemente dai comunicati-stampa ufficiali e dalle dichiarazioni di qualsiasi portaparola più o meno ufficiali. Così tutti vedono ad occhio nudo il divario tra le affermazioni che dichiarano il ristabilimento del papa e la sua situazione reale. Gli stessi media comunque, tranquillizzanti quando lo vogliono i vari entourages che stanno vicini alle persone pubbliche, sono impietosi quando hanno l’impressione che il momento del decesso del “grande malato” si avvicina. Così mi sono subito involontariamente in questi ultimi giorni vari “necrologi anticipati” di Giovanni Paolo II, tirati fuori da chi sa quale cassetto e diffuso in mancanza di altre notizie “calde”. Ora il mio pezzo va in macchina e non so bene come starà papa Woityla quando questo numero di area sarà a disposizione di lettori e lettrici. Indipendentemente dal suo stato di salute (che auguriamo evidentemente buono a tutte e tutti) sarà bene premunirsi contro ogni forma di “infallibilità”, provenga essa dalla sede di Pietro o da quella dei vari studi televisivi.

Pubblicato

Venerdì 4 Marzo 2005

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