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Festa dei lavoratori del 1° maggio

In piazza per salari e pensioni

A Lugano corteo e concerti a partire dalle 13

di

red

Salari più giusti e pensioni migliori. Sono le rivendicazioni che l’Unione sindacale svizzera (Uss) pone al centro delle manifestazioni per la Festa dei lavoratori del Primo Maggio 2013 in Svizzera. Un paese dove permane un’iniqua ripartizione della ricchezza, sia tra i lavoratori sia tra i pensionati, come denuncia l’Uss.

L’apprendistato, la classica via svizzera per accedere alla vita professionale, non garantisce più buone retribuzioni, mentre le donne continuano a essere discriminate con salari inferiori del 18 per cento rispetto agli uomini.


Particolarmente grave, da questo punto di vista, è la situazione in Ticino, dove la libera circolazione delle persone rende ancora più drammatica la pressione sui salari. Soprattutto nell’industria, comedenuncia il sindacato Unia in un volantino che viene distribuito in questi giorni alla popolazione: almeno 10.000 lavoratori con un salario inferiore ai 4.000 franchi lordi mensili a fronte di un settore che genera una ricchezza pari al 21 per cento del prodotto interno lordo (Pil), dunque maggiore di quella realizzata dalle banche. Ciononostante si assiste ad un processo di sistematica sostituzione della manodopera residente in Ticino con manodopera frontaliera retribuita molto meno: ad essere esclusi dal mercato del lavoro non sono solo gli operai, ma anche i tecnici qualificati e gli ingegneri. Si tratta di una situazione scandalosa che può essere risolta solo con l’introduzione di un salario minimo legale di 4.000 franchi per tutti, come propone l’iniziativa popolare del movimento sindacale attualmente all’esame del Parlamento.


Ma le disparità di trattamento persistono anche nella popolazione anziana: l’Avs dovrebbe consentire a ogni pensionato di coprire adeguatamente il suo fabbisogno vitale e insieme alla pensione garantirgli la continuazione del tenore di vita precedente, ma questo obiettivo costituzionale rimane tuttora irrealizzato. Di qui l’esigenza di un aumento generalizzato delle pensioni (ormai ferme da quarant’anni) proposto dall’iniziativa popolare Avs plus, per la quale è in corso la raccolta delle 100.000 firme necessarie e che inevitabilmente il 1° maggio sarà al centro dei discorsi e delle riflessioni nelle piazze di tutta la Svizzera.
Discorsi e riflessioni che andranno a toccare anche altre questioni di stretta attualità, come i progetti di liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi (in particolare in quelli annessi alle stazioni di benzina, su cui si terrà un’importante votazione in autunno) e più in generale di deregolamentazione del lavoro.

 

 

Corteo e concerti a Lugano

 

Dopo il tradizionale corteo del 1° maggio, anche quest'anno a Lugano musica e grigliata in piazza per concludere al meglio la festa dei lavoratori.

La giornata si inizierà alle 12 con l’apertura della cucina e del mercatino solidale in Piazza Manzoni a Lugano. Alle 13.30 ritrovo al Campo Marzio per la partenza del corteo (prevista per le 14.00) che si dirigerà in Piazza Manzoni, dove si terranno i discorsi ufficiali. Come da cinque anni a questa parte, dopo i discorsi si darà spazio alla musica con tre concerti a partire dalle 17.00.


Ad aprire le danze due gruppi ticinesi: i Blackpint, un gruppo di giovani delle Tre Valli che suona musica "celtic punk" (in uscita a maggio con il loro primo album "Orizzonte"); e gli ormai conosciutissimi (almeno in Ticino) Vomitors da Verscio con le loro canzoni punk in dialetto. La serata si chiuderà con la Banda Bassotti, gruppo militante "combat rock" che torna a Lugano dopo cinque anni. Era infatti con loro che si è iniziata questa "tradizione" di concerti in piazza per il 1° maggio nel 2009.


Nata nei primi anni '80, la Banda Bassotti era allora formata da un gruppo di giovani ventenni di Roma conosciutisi nei cantieri edili, dove lavoravano e lavorano ancora, nonostante il successo musicale. Un gruppo di amici che creò dapprima la "Brigata lavoro" per portare solidarietà concreta ai popoli in lotta di Nicaragua e Salvador, costruendo scuole e ospedali.


Nel 1987 questi ragazzi decisero di formare una band ispirata ai grandi gruppi punk rock, i Clash in primis, e dopo un primo esordio nel 1991 con alcune canzoni contenute in album di gruppi emergenti della scena romana, la Banda Bassotti incominciò un'ascesa che li ha portati oggi ad essere uno dei gruppi musicali più conosciuti del genere "combat rock" a livello planetario, con concerti in tutta Europa, in America latina e in Giappone (vendendo oltre 120.000 dischi).


Da decenni fedele alla sua linea politico-sonora, il gruppo non delude mai le aspettative dei fan, con canzoni di rivolta inneggianti all’uguaglianza, all'internazionalismo e alla creazione di un mondo senza sfruttamento. Canta di operai, contadini, gente «semplice ma ricca di umanità e dignità», come disse cinque anni fa in un'intervista ad area Angelo Conti, detto "Sigaro", voce e chitarra della band.
Nuovo album anche per la Banda Bassotti, che a marzo ha presentato "siamo guerriglia", registrato e mixato tra Roma e Paesi Baschi da Kaki Arkarazo.
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Pubblicato

Venerdì 19 Aprile 2013

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