«Non cambierà niente», dicono, «il governo sarà rieletto, tale e quale». Si incrocino dunque le braccia in attesa delle elezioni d’aprile? Sarebbe peccato poiché la lunga campagna elettorale offre l’occasione ai socialisti di illustrare il loro programma e, soprattutto, di far conoscere i loro valori cardinali per convincere donne e uomini a mettere la crocetta al posto giusto. Il traguardo di due Consiglieri di Stato per la sinistra sembra azzardato, ma si deve puntare in alto. Per almeno due motivi. Primo: Quindici anni fa, nel 1987, in tempo di violenta competizione tra socialisti, sono stati eletti, per la prima volta, due Consiglieri di Stato di sinistra. Più che aiutarsi a vicenda si sono neutralizzati. Oggi la sinistra dovrebbe essere più matura. Come allora essa è frazionata, ci sono ancora più partiti e gruppi. Ma la meta potrebbe essere raggiunta se l’ingombrante varietà servisse a mobilitare meglio tutte le cittadine e tutti i cittadini che si riconoscono nei seguenti valori: la solidarietà per dare una mano ai più deboli; lo sviluppo economico sostenibile, avversando quindi lo spreco delle risorse di cui, domani, i nostri figli e nipoti avranno bisogno; un trattamento umano e rispettoso dei lavoratori, così che i dipendenti non siano più ridotti a meri fattori di spesa. Se invece le diverse correnti della sinistra pensano di essere solo loro i veri depositari del pensiero socialista, se ancora trionferanno le beghe, si marcerà sul posto. Secondo: Il momento di guadagnare consensi è favorevole per la sinistra. Per anni i fautori del meno Stato, delle privatizzazioni e dei profitti esagerati avevano il vento in poppa. Con la discesa della borsa da livelli stratosferici, che spesso non avevano un oggettivo riscontro nella realtà, il vento è cambiato. Molte persone hanno riscoperto l’importanza dello Stato, sia per imporre delle regole all’economia, sia per aiutare le vittime della sbornia del facile guadagno; inoltre vengono riscoperti i vantaggi dei servizi pubblici. Un buon numero di elettrici ed elettori, incantati dalle sirene del meno Stato e sedotti dai populisti del meno tasse, sono stati confrontati con le brutte conseguenze dei risparmi nel Cantone e nei Comuni. Sono pure scioccati dalle paurose deviazioni dell’economia alla ricerca di sproporzionati redditi. Molte di queste persone si sono ricredute e una sinistra credibile dovrebbe essere in grado di raccogliere parecchi dei loro voti. Qualcuno obietterà che questa riflessione è campata in aria poiché la consigliera di Stato socialista potrebbe essere eletta in Consiglio federale e quindi mancherebbe quale locomotiva elettorale. Al contrario: se per la prima volta una socialista ticinese dovesse entrare in Consiglio federale, sarebbe una bella spinta a favore dei socialisti in Ticino.

Pubblicato il 

11.10.02

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