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Illegale!

di

Giuseppe Dunghi
Tutti i contratti collettivi di lavoro incominciano con questa frase: «Le parti contraenti si assoggettano alla pace del lavoro assoluta. Risultano pertanto essere delle violazioni contrattuali tutte le misure unilaterali contro la stabilità o l'applicazione del Ccl e delle altre convenzioni stipulate». Ve lo immaginate un dipendente che denuncia il suo padrone perché non applica il contratto? Dopo tre giorni si ritroverebbe con una bella raccomandata di licenziamento in mano. Lavora e taci.
I contratti di lavoro in Svizzera sono fatti per garantire ai padroni che durante il periodo di validità del Ccl non sorgano problemi di alcun genere alla produzione, come visite di ispettori o interventi esterni per infortuni e malattie professionali, e soprattutto scioperi. Quando è in vigore un contratto di lavoro, lo sciopero è illegale. Lo ha comunicato discretamente ma fermamente la direzione delle Ffs agli operai delle Officine di Bellinzona, facendo notare inoltre che ogni giorno di sciopero costava 250 mila franchi, somma che sarebbe stata addebitata al sindacato.
Illegale! Contro la legge! È la stessa parola pronunciata dal re Creonte quando la guardia gli condusse la giovane Antigone sorpresa a dare sepoltura al fratello, contro l'editto che proibiva  di onorarne il cadavere. Per vivere in armonia, lo Stato ha bisogno di ordine; l'ordine è mantenuto dalle leggi; chi trasgredisce le leggi deve essere punito. Antigone meritava dunque di essere sepolta viva. Come ha detto Gianni Frizzo, il licenziamento di 126 operai, la chiusura del reparto manutenzione locomotive, la privatizzazione e la vendita del servizio pubblico sono avvenuti nel rispetto della legge, mentre per difendere il loro posto di lavoro gli operai sono stati costretti a fare qualcosa che è stato definito illegale. Ma il lavoro non dovrebbe essere il fondamento delle leggi? Con quale legittimità il diritto fissa le regole a cui devono conformarsi i lavoratori, cioè la stragrande maggioranza dei cittadini? In realtà, il lavoro è potere costituente. Come ha scritto un filosofo della politica, se il potere costituito pretende di governare il potere costituente e di includerlo in sé, la base della democrazia viene meno. E una costituzione che cancella il potere costituente è priva di legittimità.
È giunto il momento di togliere la pace del lavoro dai contratti. Non è nell'interesse dei lavoratori rinunciare al conflitto. Perché una società è democratica se il mondo del lavoro è in piedi e combatte per la sua dignità. La grande solidarietà che ha circondato in questo mese gli operai delle Officine significa che si è capito finalmente che quando il lavoro viene umiliato e messo a tacere fino a scomparire perfino dal linguaggio, al suo posto arrivano dei mostri come la precarietà, l'insicurezza per l'avvenire, la paura, il qualunquismo, il razzismo. È stato compreso il messaggio di quella vergine senza talamo, senza canti nuziali, privata di nozze e di maternità, chiusa nella sua tomba. Ora è un po' meno sola: sono arrivati gli operai delle Officine.

Pubblicato

Venerdì 11 Aprile 2008

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