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Il vento greco che soffia in Europa

di

Argiris Panagopoulos
La coalizione di sinistra Syriza è seriamente indicata dai sondaggi quale vincitrice delle prossime elezioni greche del 17 giugno. Se così fosse, potrebbe trattarsi del primo governo di sinistra "radicale" all'interno dell'eurozona. Alla sua guida, il giovane leader Alexis Tsipras. area lo ha intervistato.

Un pugno di militanti sognatori di sinistra ambisce a capovolgere le sorti della Grecia e dell'Europa. L'obiettivo è ambizioso: sconfiggere il neoliberismo della troika proponendo ad Atene una democrazia sociale ed economica guidata dall'ingegnere 37enne Alexis Tsipras. Syriza, la coalizione di sinistra, oggi ormai un "partito", suscita sentimenti contrapposti nell'immaginario sociale. Per molti cittadini rappresenta l'unica possibilità per farla finita col sistema politico corrotto di conservatori e socialisti in Grecia. Per altri invece Syriza è diventato un vero e proprio incubo, con la sua sfida alle "sacre scritture" dei Memorandum, ai poteri dei banchieri e alla sacralità dei creditori nel tempio della sviluppata eurozona.
Alexis Tsipras, nella precedente campagna elettorale del 6 maggio, Syriza aveva affermato di voler formare un governo di sinistra che abolisca il Memorandum. Di fatto vuol dire non riconoscere le convenzioni dei prestiti e il debito. È una proposta ancora valida?
Il Memorandum è stato abrogato il 6 maggio con il voto degli elettori greci. Le convenzioni per i prestiti e le leggi applicative del Memorandum non sono solo ingiuste ma anche illegali, perché le hanno firmate i leader dei conservatori e dei socialisti senza nessun diritto. Noi diciamo che il vero debito lo abbiamo già strapagato agli speculatori dei mercati. Ora chiediamo un moratoria sui paga-
menti, per poterlo analizzare e per riportare lo sviluppo nel paese. Solo in una seconda fase si deciderà che fare con il debito. Non vogliamo i soldi dei contribuenti europei, ma una soluzione politica che consenta al paese di affrontare da solo i suoi problemi finanziari. Come potrebbe salvarsi il paese se governato da quei politici corrotti e incapaci che l'hanno distrutto? Come potrebbe salvarsi continuando ad applicare quelle politiche che hanno portato un greco su tre ad essere senza lavoro, a una recessione mai vista in tempi di pace e all'emigrazione delle genti e dei capitali? Questa volta la democrazia in Grecia non sarà vittima della dittatura dei mercati. La gente ha combattuto pacificamente nei luoghi di lavoro e nelle strade e quando ha potuto esprimersi ha votato a sinistra scegliendo Syriza.
I vostri avversari politici e le autorità europee sostengono che la Grecia sarà costretta ad abbandonare l'euro se Syriza applicherà le politiche che propone.
È molto facile ricattare la gente con il falso dilemma euro o dracma. Il problema vero sono le politiche fallimentari dei Memorandum che non solo hanno distrutto il tessuto sociale del paese, ma, unitamente agli altri stati europei, lo stanno conducendo verso un disastro senza precedenti. La troika, i poteri forti e i partiti che li sostengono (Nuova Democrazia e Pasok, ndr.) rischiano di affondare l'Unione Europea. Ora hanno paura perché non fanno più paura, e la gente dignitosamente reagisce. Le nostre proposte permetteranno alla Grecia e all'Europa di sopravvivere grazie a sviluppo e occupazione.
Dite di voler nazionalizzare le banche e diverse industrie, di voler evitare i licenziamenti dei funzionari pubblici, di voler ripristinare la contrattazione collettiva, il salario minimo a 731 euro ecc. Con quali soldi?
È assurdo chiedere ai cittadini di pagare la ricapitalizzazione delle banche senza avere voce in capitolo. Distruggere lo Stato sociale per offrire un salvagente gratis ai banchieri è inammissibile. La spesa della Stato si può diminuire senza ricorrere ai licenziamenti, ridimensionando ad esempio l'esercito strapagato dei consiglieri di amministrazione. Occorre ripristinare la fiducia nel paese, iniziando dai diritti dei lavoratori, per dimostrare che esiste un'altra via al massacro degli stipendi e delle pensioni. Il paese può impiegare i fondi comunitari per finanziare lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro, puntando su attività produttive invece che sulla distruzione sociale imposta dalla troika. Inoltre, non si può svendere il patrimonio comune ai privati. Sono altre le misure da attuare. Nei tre anni di crisi non si è vista neanche una misura seria contro l'evasione fiscale. I poteri forti ora hanno paura che Syriza rompa questo circolo vizioso, ridistribuendo la ricchezza. Sono coscienti che un governo di sinistra gli presenterà il conto dopo le elezioni. I politici corrotti dovranno rispondere a una giustizia indipendente, mentre i beni dei grandi evasori saranno confiscati. È ovvio che per questi ultimi Syriza sia considerata un pericolo, mentre per la stragrande maggioranza dei greci un governo di sinistra sarà un atto liberatorio.
Oltre ad invitare al voto, Syriza fa continui appelli alla mobilitazione popolare.
Il successo elettorale di Syriza rappresenta l'altro lato del suo successo sociale. Abbiamo lottato pacificamente con i lavoratori del settore privato e pubblico, con i pensionati e i disoccupati contro le misure ingiuste e antisociali. Abbiamo respirato per mesi con centinaia di migliaia di cittadini ogni tipo di gas fuori dal parlamento. È possibile abbattere le politiche della troika solo con il sostegno e il protagonismo dei cittadini, dei movimenti di resistenza e di proposta. Syriza non ha nessun monopolio. Ha lottato con i movimenti rispettando la loro autonomia e ha aperto le porte del parlamento alle loro organizzazioni quando abbiamo avuto l'incarico di formare un governo. Vogliamo un governo di sinistra per tutti i cittadini. Oggi in Grecia, in Europa e nel mondo è evidente che le politiche dei tagli sono superate. I popoli europei devono unirsi per sconfiggere il neoliberismo, proponendo una nuova Europa, fondata sulla solidarietà. Il 17 giugno ci proveremo ad Atene. Ma dobbiamo vincere anche a Lisbona, Madrid, Dublino, Parigi, Londra e a Berlino. Syriza è e sarà in prima linea.

Syriza, storia di una ricetta miracolosa

Alle ultime elezioni Syriza ha raccolto il 16 per cento dei consensi, eleggendo ben 53 deputati, diventando di fatto il secondo partito greco. Ne ha fatta di strada da quando si presentò per la prima volta nel 2004, dove raccolse un misero 3 per cento, appena sufficiente per superare lo sbarramento ai piccoli partiti per eleggere un deputato. Le radici di Syriza affondano nel movimento mondiale no global, poiché fu il Forum sociale greco a fare da incubatrice per la collaborazione tra le varie anime della sinistra dando vita nel 2004 alla coalizione di sinistra radicale. Il suo nome deriva dalle iniziali dei numerosi gruppi di sinistra all'origine della coalizione: i trotskisti, ex maoisti, il movimento cittadino dell'eroe della resistenza greca Manolis Glezos, gli eco socialisti, gli anticapitalisti e i radicali. Fin dall'inizio però, il peso maggiore all'interno della coalizione arrivò dal partito Synaspismós, lontano erede degli eurocomunisti greci. 
Oggi Syriza ha avviato in tutta fretta la procedura per trasformarsi da federazione di vari gruppi in un partito vero e proprio. Il motivo è semplice: la legge elettorale prevede un premio di maggioranza di 50 seggi. Ma solo un partito può beneficiarne, mentre ne sarebbe esclusa una federazione di gruppi qual è la coalizione di sinistra.
Si vuol dunque escludere la possibilità che i conservatori, nel caso arrivassero secondi alle elezioni, diventino comunque maggioritari grazie al premio dei 50 seggi per una questione formale. Syriza ha annunciato, nel caso di una sua vittoria, di voler immediatamente cambiare la legge elettorale, ritornando al sistema proporzionale semplice. Syriza ha una segreteria nazionale composta da 17 membri, dove le dieci organizzazioni componenti hanno un rappresentante a testa, Synaspismos ne ha tre mentre i militanti indipendenti ne hanno quattro. Il coordinatore della segreteria resta in carica per sei mesi, mentre il presidente di Synaspismos Alexis Tsipras è anche il presidente del gruppo parlamentare della coalizione-partito.

Pubblicato

Venerdì 8 Giugno 2012

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