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Il vento di sinistra contagia il Salvador

di

Claudia Pessina
Vittoria storica della sinistra che ha strappato il potere alla destra nazionalista dopo 20 anni di dominio. Mauricio Funes ex giornalista e candidato del Fronte Farabundo Marti per la Liberazione nazionale, ex guerriglia marxista, ha battuto con il 51,3 per cento Rodrigo Avila, del partito di destra Alleanza repubblicana nazionalista.
 
Il giorno delle elezioni il più piccolo paese del centro america, conosciuto come El Pulgarcito de America, si è svegliato con un cielo grigio e un'aria pesante come se anche la natura stesse percependo la tensione che regnava in tutto il paese. Un cielo insolito, normalmente sempre azzurro, come dice l'inno salvadoregno il "Sombrero Azul" (Cappello azzurro).
Un giorno che però si è svolto senza tensioni, la polizia nazionale vigilava le strade per evitare disordini, dove però si sono visti solo i rappresentanti dei due partiti  innalzare i loro colori: rosso per il Fronte Farabundo Marti per la Liberazione Nazionale (Fmln) e bianco rosso e blu per Alleanza Repubblicana Nazionalista (Arena).
Alle cinque del pomeriggio alla chiusura delle urne i simpatizzanti del Fmln avevano già iniziato a festeggiare, le prime proiezioni li davano come vincenti. In poche ore poi tutte le strade si sono colorate di rosso, la gente ha iniziato a fluire in macchina, a piedi, con gli autobus invadendo la capitale San Salvador. Una mobilitazione  spontanea quasi come fosse per difendere una vittoria messa a rischio da possibili brogli e da una non accettazione del risultato elettorale da parte del partito di destra Arena. Ma la destra non ha potuto fare nulla: alle 9 di sera infatti il 90 per cento dei voti scrutinati davano come vincitore Mauricio Funes il quale, malgrado il Tribunale supremo elettorale avesse annunciato 48 ore di attesa per ufficializzare il risultato, si è presentato davanti alle telecamere. «Io sono il presidente eletto di tutti i salvadoregni» ha dichiarato il candidato dell'ex esercito ribelle Fronte Farabundo Marti' per la liberazione nazionale (Fmln) in una conferenza stampa. «Oggi è la vittoria dei cittadini che hanno creduto nella speranza e hanno vinto la paura. E' una vittoria di tutto il popolo del Salvador» .
Un'affermazione che prelude a quello che a tutti gli effetti è un autentico cambiamento storico. Sui volti delle persone si leggeva una gioia indescrivibile, lacrime, gente che non si conosceva che si abbracciava, per un cambio che il popolo aspettava da 20 anni. Un cambio che da giustizia alle 75 mila persone morte durante la sanguinosa guerra (appoggiata da Washington) che colpì El Salvador durante gli anni ottanta.
Un risultato che il rivale di Mauricio Funes, l'ex comandante della polizia nazionale Rodrigo Avila,  ha riconosciuto immediatamente dichiarando che Arena sarà un'opposizione costruttiva e vigilante affinché la democrazia venga rispettata. Anche lo stesso presidente in carica Antonio Saca ha accettato la vittoria e dichiarato che durante i prossimi mesi di transizione i due partiti lavoreranno assieme affinché il nuovo presidente possa svolgere bene il suo lavoro.
Un lavoro che non si prospetta facile: Mauricio Funes dovrà prendere in mano le redini di un paese che sta vivendo una delle sue peggiori crisi economiche: l'indice di povertà estrema e relativa sfiora infatti il 60 per cento, un fattore che spinge giornalmente 700 salvadoregni a emigrare negli Stati Uniti, paese dal quale dipende a causa della dollarizzazione imposta nel 2004, delle remisas che inviano i salvadoregni all'estero e dalle grandi imprese.
Una situazione che con il cambio di governo il popolo salvadoregno spera di superare: Funes ha infatti promesso che lavorerà per aiutare le classi più povere, per creare più posti di lavoro, per lottare contro la violenza provocata dalle bande criminali, per dare al paese un'indipendenza economica e per creare un'unità politica e sociale. Il nuovo presidente ha però anche promesso di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e di collaborare con le grandi imprese.
Fra gli altri compiti che si chiedono al nuovo governo è quello di cambiare il sistema elettorale, anacronistico e che in passato e durante queste elezioni ha dato spazio a brogli elettorali. Infatti secondo i 4000 osservatori nazionali e internazionali si sono verificate irregolarità come il voto di persone straniere (Honduras, Guatemala e Nicaragua) che per 20 dollari sono venute nel paese a sostenere il governo di destra.
Brogli elettorali sui quali però l'Fmln non ha voluto calcare la mano, perché malgrado le irregolarità è riuscita a strappare il potere alla destra, permettendo così al Salvador di entrare a far parte di quei paesi che hanno deciso di spostarsi a sinistra come Venezuela, Bolivia, Argentina, Nicaragua, Honduras e Guatemala.
 

Pubblicato

Venerdì 27 Marzo 2009

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