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Dolce casa

Il valore locativo non va abolito

di

Adriano Venuti

Nelle scorse settimane, a nome dei proprietari fondiari del Canton Ticino, il consigliere nazionale Marco Chiesa ha sostenuto – in maniera anche un po’ populista – la necessità di abolire il valore locativo, argomento di discussione al Consiglio degli Stati. Noi inquilini, invece, non possiamo che essere contrari per almeno due motivi.


Prima di tutto, a differenza di quanto dice Chiesa, il valore locativo non è un reddito fittizio. Ciò è stato confermato anche dal Tribunale federale, secondo il quale l’uso abitativo di un immobile di cui si è direttamente proprietari genera un reddito in natura, reddito che viene poi definito attraverso il valore locativo e quindi tassato di conseguenza. In secondo luogo, l’abolizione del valore locativo porterebbe a un’importante riduzione delle entrate fiscali, sia federali che cantonali che comunali.

 

Generalmente, minori entrate fiscali vogliono dire minori servizi e prestazioni in favore dello strato più debole della società, strato generalmente costituito da inquiline e inquilini il cui reddito è in media del 60% inferiore rispetto a quello dei proprietari dell’abitazione in cui vivono. Inoltre è ben intuibile che un eventuale vantaggio fiscale generato dall’abolizione del valore locativo risulterebbe essere proporzionale al valore dell’alloggio, quindi misero per quella classe media che Chiesa vuole farci credere di difendere e massimo per i più ricchi.
L’attuale legislazione, prevede per i proprietari l’imposizione del valore locativo, ma anche tutta una serie di deduzioni, per esempio gli interessi pagati per l’ipoteca, le spese di manutenzione e di gestione dell’immobile.

 

Queste deduzioni rendono quasi nullo l’impatto che il valore locativo ha sulle imposte pagate. Parte dei proprietari vorrebbe continuare a beneficiare di alcune di queste deduzioni, ma qui si pone un problema. Mantenerle, vuol dire introdurre di fatto uno sgravio fiscale per la fascia di popolazione più ricca. Abolirle, invece, vuol dire mettere a rischio la buona conservazione delle abitazioni, ma soprattutto la svolta energetica avviata dalla Confederazione. Siamo di fronte a una sorta di impasse.
L’attuale sistema fiscale può non piacere a tutti, ma funziona. Garantisce le giuste entrate fiscali all’ente pubblico, è già attrattivo per chi vuole e può accedere alla proprietà della propria abitazione e incentiva il rinnovamento degli stabili abitativi.


Chi abita in una casa di proprietà rappresenta il 38% della popolazione. Abolire il valore locativo sarebbe un vantaggio per pochi che grava sulle spalle di molti.

Pubblicato

Giovedì 29 Agosto 2019

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