< Ritorna

Stampa

 

Il servo crudele

di

Giuseppe Dunghi
"Un insetto utile" (tre lettere): ape. "Il fiume che feconda l'Egitto" (quattro lettere): Nilo. "La Monroe di A qualcuno piace caldo" (sette lettere): Marilyn. Le parole crociate non servono a rendere meno noioso un viaggio in treno o a passare il tempo quando si aspetta di entrare dal dentista. Servono a conoscere i confini culturali di chi le concepisce.
Lo stesso esercizio di analisi psicologica può essere fatto riguardo ai commenti apparsi in alcuni quotidiani poche settimane or sono. Come si sa, il 21 febbraio scorso il governo italiano presieduto da Prodi non ha ottenuto in Senato i voti sufficienti per far approvare la sua politica estera, e si è dovuto dimettere.  «Autogol», «Un mercoledì delle ceneri per la sinistra italiana», «C'è una dose di irresponsabilità e di cinismo nel comportamento di quei senatori che, facendo mancare il proprio voto positivo, hanno provocato la bocciatura della mozione dell'Unione». Gli irresponsabili sono Ferdinando Rossi dei Comunisti italiani e Franco Turigliatto di Rifondazione comunista, che non se la sono sentita di votare la continuazione dell'impegno militare in Afghanistan: «…due senatori forse un po' sciagurati che si sono rifiutati di votare senza valutare fino in fondo le conseguenze», «…due bambini che non hanno capito che la vita, e quindi la politica, sono complesse e imperfette». Che cosa rivelano le frasi sopra riportate? Mostrano l'immoralità di chi le ha scritte, consistente nel trasformare il detto "primum vivere, deinde philosophari" in "primum philosophari, deinde vivere". La sopravvivenza del governo Prodi giustificherebbe le stragi e le distruzioni ai danni di un altro popolo; le vicende politiche di un piccolo paese occidentale sarebbero più importanti della vita delle persone in Afghanistan. E così, pur di non far governare Berlusconi, si governa con la politica di Berlusconi. Per scongiurare il ritorno di un governo di destra, si sostiene un governo di sinistra che fa una politica di destra, e via filosofando.
Quattro cose, per tornare al "primum vivere". 1) È motivo di orgoglio far parte di una formazione politica che va in crisi quando affronta il problema di dare la morte a qualcuno. 2) Il fondamentalismo islamico non è nato in Afghanistan. È stato inventato, teorizzato e diffuso nel mondo islamico con finanziamenti del governo statunitense dall'Università di Omaha nel Nebraska, come hanno scritto sul Washington Post il 23 marzo 2002 Joe Stephens e David B. Ottaway. 3) È ridicolo e offensivo invocare la copertura del Consiglio di sicurezza Onu per la guerra in Afghanistan. Si tratta di un'operazione militare illegittima e ingiusta. 4) Ci vantiamo di appartenere alla civiltà che ha prodotto la favola del lupo e dell'agnello: come mai ci ritroviamo sempre più spesso nel ruolo del lupo? Le truppe Usa e Nato prima bombardano e uccidono, poi chiamano talebani o terroristi le vittime.  
La nostra civiltà ha prodotto anche la parabola del servo crudele, che si trova al capitolo 18 del vangelo di Matteo. È il servo a cui il padrone condona un grosso debito, ma che non si fa scrupoli a mandare in prigione un suo pari che gli deve una piccola somma. Con quale legittimazione possono rivendicare un contratto di lavoro decente e condizioni lavorative dignitose dei giornalisti che contemporaneamente sono disposti a togliere la vita  ai lavoratori di un altro paese e disprezzano Turigliatto e Rossi?

Pubblicato

Venerdì 30 Marzo 2007

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

 
..

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Venerdì 22 Maggio 2020

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

..
Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019