Lo ammetto: provo sempre un po' di invidia per quelli che prendono spesso l'aereo e viaggiano da un capo all'altro del mondo. Sarà perché io in aereo ci ho viaggiato pochissimo; sarà perché ogni tanto, quando vado in montagna, mi piacerebbe invertire la prospettiva e trovarmi nella parte del rompiballe.
All'ultimo Aircraft Interiors Expo di Amburgo (non che io ci sia andato, né che mi sia interessato particolarmente – non so neanche pronunciare il nome di quella roba lì, al massimo solo "expo"; è che l'ho letto su un giornale) degli ingegneri hanno presentato un'idea rivoluzionaria ed innovativa: un sedile per viaggiare in piedi. Roba che se i costruttori navali del Sirio* fossero ancora in vita gli farebbero causa.
Immaginate la scena: un piccolo poggia-culo sul retro, una barriera sul fronte, in mezzo il passeggero. Immaginatevi pure lo slogan: con noi sei in erezione fino alla meta! Scherzi a parte, questo nuovo concetto di sedile permette di guadagnare tredici centimetri tra una fila di posti e l'altra! Tradotto in un linguaggio più semplice, significa più posti a bordo! Ancora più semplicemente, significa più soldi per le compagnie di trasporto! Che invero, non hanno accolto con entusiasmo questa preziosa scoperta.
Al di là del (in)successo che il sedileretto conoscerà, il solo fatto che qualcuno abbia investito dei soldi per studiare il progetto, la dice lunga su come va il mondo oggi: all'indietro. Una volta si studiava come stipare al massimo le navi per trasportare le merci, gli emigranti e gli schiavi. Oggi si studia come stipare al massimo i viaggiatori. Obiettivo: oggi come allora massimizzare il profitto. È il sogno di ogni manager, che spera di aumentare i ricavi di qua e ridurre i costi di là.
Con la moda della vita bassa e della caviglia alta, i fabbricanti di pantaloni ci sono riusciti benissimo! Usano meno stoffa di quanto ne usassero prima, e fanno pagare prezzi esorbitanti per le loro… creazioni.


* "Il Sirio" è una canzone sull'emigrazione, conosciuta e cantata anche nelle valli ticinesi, che racconta il tragico naufragio di una nave carica d'emigranti, salpata da Genova.

Pubblicato il 

02.06.06

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