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Il ritorno del «Barone Rosso»

di

Generoso Chiaradonna
Barone Rosso nei cieli del Mendrisiotto? Oltre a dover sopportare le colonne e i gas di scarico dei Tir, gli abitanti del Mendrisiotto devono sciropparsi, da circa 15 anni, anche le noiose evoluzioni aviatorie di un anonimo pilota d’aereo leggero. Questo caso del provetto pilota emulo delle imprese dannunziane e del Barone Rosso, ci è stato segnalato da due nostre lettrici, che dopo inutili sollecitazioni presso i dipartimenti cantonali e federali competenti – quelli del territorio e del dipartimento della difesa – e ai due aeroporti cantonali, hanno scritto una garbata ma ferma protesta alla stampa locale. Una delle due gentili signore, Adele Melani ci conferma: «Sono 15 anni che questo fantomatico pilota disturba la quiete degli abitanti di Riva San Vitale e dei comuni vicini con i suoi narcisismi aviatori, e tutte le nostre legittime proteste alle direzioni dei campi d’aviazione ticinesi sono rimaste lettera morta». Quindi non è solo un aereo di passaggio o di una scuola di volo che sorvola l’area per qualche minuto? «No, – ci risponde la signora Melani – fa delle vere e proprie evoluzioni acrobatiche, gira in tondo per ore sopra l’abitato o addirittura scende in picchiata. Insomma, una vera e propria tortura per le nostre orecchie e i nostri nervi. Pensi che un pomeriggio avevo a casa il nipotino di pochi anni e non sono riuscita ad addormentarlo a causa di questo signore volante». Eppure la legge parla chiaro. L’Ordinanza federale concernente le regole dell’aria applicabili agli aerei leggeri (la numero 748.121.11 per essere precisi), all’articolo 11 stabilisce che i voli acrobatici, su luoghi abitati, non sono permessi se non con l’autorizzazione dell’autorità competente. Come mai questa eccezione nel caso del pilota che si diverte sopra Riva? «Noi lo abbiamo chiesto – continua la signora Melani – ma non ci dicono chi sia il pilota e se sia autorizzato. C’è da dire anche che essendo un aereo di piccole dimensioni di colore grigio con una striscia rossa, ricorda uno di quelli militari. Credendolo militare molte persone non reclamano. Pensano che sia tutto permesso. Però una volta, essendo già più di cinque ore che ronzava sopra le nostre teste, ho chiamato la Cancelleria di Riva San Vitale e come me lo hanno fatto altre persone. D’incanto sono cessate le evoluzioni ed è rientrato. Si vede che lo hanno richiamato. Però nonostante questo episodio, regolarmente ritorna per compiere le sue gesta». Come mai questo asso dell’aviazione ha scelto il Mendrisiotto e il Basso Ceresio per divertirsi con il suo aereoplanino? Adele Melani sorride e suggerisce un’ipotesi tutt’altro che fantasiosa: «La nostra impressione – mia e dell’altra firmataria della lettera, la signora Angela Vassalli – forse un po’ paranoica, è che lo faccia apposta. Che sia un dispetto a seguito dei nostri reclami». Una specie di guerra personale a distanza tra chi sta in alto, impunemente con la testa fra le nuvole, e chi sta con i piedi per terra ed è costretto a sopportare, suo malgrado l’arroganza di chi si crede e si sente più forte e al di sopra della legge. Legge violata anche in questo caso. Sempre l’Ordinanza federale di cui parlavamo prima, all’articolo 10 recita che con un aereo leggero non bisogna causare rumori eccessivi se non quelli «normalmente» riconducibili all’utilizzo appropriato del velivolo. Cosa che non è rispettata nel caso denunciato. «Però – sottolineano le due nostre lettrici nella lettera – l’inquinamento fonico non è la sola preoccupazione. Noi tutti conosciamo le condizioni dell’aria, specie in questo periodo di afa stagnante… ma chi se ne frega! Alla radio e alla Tv informano sulla “media cantonale” dei valori dell’ozono. Noi però non respiriamo “la media”! Noi respiriamo i valori del Mendrisiotto che sono stati, in questi ultimi giorni i più alti, fino a raggiungere, e superare, i 200 microgrammi per metro cubo». Il caso portato alla luce e a conoscenza dell’opinione pubblica, potrà sembrare poca cosa rispetto ai problemi di traffico e inquinamento che quotidianamente tutto il Ticino e in particolare il Sud del Cantone, deve sopportare. Ma se a questo aggiungiamo pure episodi del genere, che da anni non vengono risolti, diamo la misura della mentalità di chi è responsabile della salute pubblica. Ce ne vorranno di abbonamenti «arcobaleno» per mettere una pezza all’aria che respiriamo.

Pubblicato

Venerdì 5 Luglio 2002

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